Dermatologia dalla A alla Z .

Acne
Che cos’è: infiammazione cronica dell’apparato pilo-sebaceo che presenta manifestazioni variabili, quali comedoni, pustole, papule, noduli, cisti, cicatrici. L’acne ha diverse varietà cliniche in relazione all’aspetto, al decorso, all’età di insorgenza e alla localizzazione. La forma più frequente è l’acne giovanile che compare alla pubertà e si risolve spontaneamente intorno ai 25 anni. L’acne può tuttavia comparire più tardivamente, recidivare e regredire anche dopo i 30 anni. Le zone più colpite sono il viso, il dorso, il torace. Molti sono i fattori che sembrano essere implicati nell’insorgenza dell’acne (predisposizione genetica, aumentata produzione di androgeni, eccessiva secrezione di sebo, flora microbica, stress), anche se la causa scatenante vera e propria non è ancora nota.
La guarigione è completa nelle forme più superficiali, mentre, nei casi più gravi, possono rimanere esiti cicatriziali. Tra le altre forme di acne si possono elencare le seguenti:
Acne infantum - simile all’acne volgare, si osserva nei primi mesi di vita e si localizza alle guance e occasionalmente anche alla fronte. Guarisce spontaneamente;
Acne indotta - comprende tutte quelle infiammazioni acneiformi causate da agenti fisici o chimici. I fattori responsabili possono essere l’assunzione e applicazione di alcuni farmaci (cortisonici, preparati anabolizzanti, ormoni ad azione androgenica, fluoro, iodio, bromo), il contatto con sostanze chimiche, quali idrocarburi, catrame, oli minerali, o l’uso frequente di prodotti cosmetici contenenti lanolina e oli vegetali impuri.



Adenoma sebaceo volto
Che cos’è: tumore benigno delle ghiandole sebacee che si manifesta con uno o più noduli di colorito inizialmente roseo e poi giallastro.
Si localizza al volto o al capillizio. La cura consiste nell’asportazione chirurgica.


Aftosi
Che cos’è: malattia di probabile origine virale, si manifesta con ulcerazioni recidivanti di forma rotondeggiante localizzate alla mucosa della bocca e talvolta anche in sede genitale. E’ probabile una predisposizione genetica. Nel 70-80% dei casi sono dimostrabili autoanticorpi contro componenti delle mucose. Tra i fattori scatenanti bisogna spesso annoverare traumi locali, ingestione di alcuni cibi, stati di stress.
La guarigione avviene spontaneamente in 15-20 giorni.



Acrodermatite papulosa infantile
Che cos’è: dermatite localizzata agli arti, al viso e alle natiche, che colpisce i bambini nella prima e nella seconda infanzia. Si manifesta con piccole papule del colore della cute normale o eritematose.
Può essere sintomo di una epatite B che il bambino può contrarre, per via orale o respiratoria, nell’ambiente familiare o da un portatore asintomatico.
L’eruzione si risolve spontaneamente nel giro di 3-6 settimane.



Alopecia (androgenetica, areata, cicatriziale)
Che cos’è: il termine viene usato per indicare la completa o parziale assenza di peli e capelli in un distretto corporeo normalmente peloso; può essere transitoria o permanente e le cause possono essere di natura congenita o acquisita.
Esistono diverse forme di alopecia, alcune delle quali cicatriziali e altre non cicatriziali. Le prime non costituiscono manifestazioni cliniche a sé, ma rappresentano l’esito di un processo patologico di natura infettiva, tumorale, infiammatoria o traumatica, che ha portato alla distruzione del follicolo pilifero.
Le alopecie non cicatriziali, invece, sono vere e proprie affezioni cliniche a sé stanti. In questa categoria rientrano l’alopecia areata e l’alopecia androgenetica.
L’alopecia areata o area Celsi non ha cause note, anche se nel 30% dei casi si dimostra una predisposizione genetica. La perdita di peli si manifesta con una o più chiazze di forma rotondeggiante od ovale, in corrispondenza delle quali la cute appare glabra, liscia e non arrossata. La maggioranza dei casi si risolve in qualche mese, mentre il 20-30% dei pazienti non guarisce, guarisce parzialmente o va incontro a recidive.
L’alopecia androgenetica è familiare; la predisposizione ereditaria condiziona sia il manifestarsi dell’affezione che le sue modalità di presentazione clinica. Si manifesta sia nell’uomo che nella donna. All’inizio il diradamento è solo apparente e dovuto sostanzialmente alla riduzione del diametro del fusto del pelo.
Col tempo però un numero sempre maggior di capelli scompare e l’alopecia diventa sempre più evidente, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla cosiddetta calvizie ippocratica, in cui è presente un’unica striscia di capelli dalle tempie alla nuca, mentre la zona superiore del capo è totalmente priva di capelli.



Amiloidosi
Che cos’è: patologia causata dall’accumulo localizzato di una sostanza proteica, detta amiloide, nei tessuti, in particolar modo in prossimità dei vasi sanguigni e linfatici. La patologia può essere asintomatica. A livello dermatologico, l’amiloidosi si manifesta con placche localizzate, specie alle ascelle, all’inguine, alla regione perianale, su braccia e collo; spesso è interessata anche la lingua.
La diagnosi si basa sul riconoscimento dell’amiloide nei prelievi bioptici eseguiti asportando un frammento del tessuto che si sospetta affetto da questa patologia.



Anetodermia
Che cos’è: perdita di elasticità della cute in aree circoscritte.


Angiocheratoma
Che cos’è: neoformazione costituita da vasi capillari ricoperta da cute ipercheratosica.



Angioedema
Che cos’è: affezione di natura allergica che si manifesta con edema e gonfiore a carico del dorso delle mani o dei piedi, delle palpebre, delle mucose, delle labbra o dei genitali. Si distingue una forma acquisita, determinata da un’allergia nei confronti di sostanze allergizzanti, e una forma ereditaria, causata da un difetto genetico che determina la carenza di una sostanza (C1 esterasi-inibitore) coinvolta nell’attivazione di reazioni immunitarie. Fattori scatenanti, in quest’ultimo caso, possono essere traumi fisici e stress emotivi. Nella forma ereditaria, la terapia consiste nell’effettuare a scopo preventivo periodiche trasfusioni di plasma contenente la sostanza mancante (C1 esterasi-inibitore). Per la forma acquisita, una volta individuato, mediante test immunologici, l’agente responsabile dell’allergia, è sufficiente evitarne il contatto.



Angiomi (piani, tuberosi, stellari)
Che cosa sono: neoformazioni begnine circoscritte, causate da anomalie di sviluppo dei vasi sanguigni della cute e/o del sottocutaneo, che si presentano dilatati e con pareti ispessite. Molto frequenti alla nascita possono fare la loro comparsa anche dopo qualche anno di vita. Si distinguono due varietà:
*l’angioma piano (detto volgarmente "voglia" o "macchia di vino") che si manifesta alla nascita come una chiazza di colore rosso vivo o rosso scuro, con limiti netti, non rilevata sul piano cutaneo. La localizzazione abituale interessa l’area della nuca, delle palpebre, del naso e del labbro superiore. Più raramente sono colpite le superfici laterali del volto, del collo, del tronco o degli arti.
*l’angioma rilevato (che comprende l’angioma tuberoso e l’angioma cavernoso), che si manifesta a partire dalle prime settimane di vita con una piccola papula rossastra che rapidamente si allarga fino a costituire un nodulo o una placca. La forma cavernosa si localizza profondamente nel sottocutaneo (solitamente nella regione del collo e al volto), e si evidenzia come una tumefazione circoscritta, di consistenza elastica e ricoperta da cute di colorito normale o bluastra.
Altre forme sono l’angioma stellare, costituito da un vaso centrale dilatato, da cui diramano sottili capillari disposti a raggiera, o l’angioma rubino, piccolo rilievo di alcuni millimetri di diametro, di colorito rosso vivo, localizzato al tronco, agli arti, al cuoio capelluto, che compare in età adulta e talvolta regredisce spontaneamente.
In considerazione del fatto che alcune forme vanno incontro a risoluzione spontanea, la terapia deve valutare se, come e quando intervenire.
Vanno valutati, in base alla localizzazione e alla manifestazione clinica, i diversi tipi di intervento che vanno dall’asportazione chirurgica alla criochirurgia, dalla laserterapia all’elettrocoagulazione.



Ascesso
Che cos’è: raccolta di pus, circoscritta nel tessuto connettivale.



Atrofia
Che cos’è: assottigliamento della cute per riduzione di uno o più dei suoi componenti.



Basaliomia
(vedi carcinoma basocellulare)


Balanite e balanopostite
Che cos’è: processo infiammatorio acuto o cronico del glande, del prepuzio e del solco balanoprepuziale. L’infiammazione di solito è di origine batterica o micotica, ma alcune forme non hanno una eziologia conosciuta e necessitano di indagini particolari.


Blefaroplastica
Che cos’è: intervento chirurgico finalizzato ad eliminare il tessuto cutaneo esuberante della palpebra, che con l’età tende a formare delle plicature antiestetiche.



Bowen (morbo di)
(carcinoma intraepidermico)
Che cos’è: lesione cutanea, di forma generalmente lenticolare, di colorito vario. Può avere, a distanza di anni, un’evoluzione in carcinoma spinocellulare.



Bromidrosi
(sudore maleodorante)
Che cos’è: sudorazione molto intensa e maleodorante determinata da processi fermentativi batterici epidermici. Le aree maggiormente interessate sono le ascelle e i piedi.



Candidiasi (Candidosi)
(orale, anogenitale, cutanea, ungueale)
Che cos’è: micosi superficiale della cute e delle mucose causata da funghi del genere Candida normalmente presenti nell’uomo. Le infezioni si sviluppano più spesso in condizioni di alta umidità per macerazione cutanea o per effetto di terapie locali prolungate con antibiotici e cortisonici. L’uso prolungato di cortisonici per via sistemica, antibiotici, immunosoppressori, il diabete, i tumori, le malattie debilitanti, i deficit immunologici, la gravidanza sono fattori che possono determinare l’isorgenza di candidosi cutanee.
Le aree maggiormente coinvolte sono: la mucosa orale (dove il fungo provoca il cosiddetto mughetto, molto frequente nei neonati, sottoforma di chiazze biancastre simili alla panna del latte che asportate lasciano un’area rossa dall’aspetto laccato), gli spazi tra le dita delle mani e dei piedi, le pieghe cutanee, il tessuto intorno all’unghia e in un secondo momento l’unghia stessa.
In generale i sintomi delle candidosi sono eritema intenso, erosioni, prurito, ma anche bruciore localizzato.



Capelli impettinabili e/o lanosi
Visita specialistica dermatologica
Esame microscopico del pelo


Carcinoma basocellulare (Basalioma)
Che cos’è: tumore a malignità solo locale che solitamente si manifesta con piccoli noduli che tendono all’ulcerazione o con una chiazza infiltrata a lenta crescita. Le lesioni sono asintomatiche e il sanguinamento può rappresentare l’unico sintomo manifesto. E’ una patologia che colpisce prevalentemente individui di razza bianca, mentre è raro nelle razze di colore. Predilige le zone fotoesposte ( prevalentemente il terzo superiore del volto) e viene più spesso osservato in soggetti che sono stati per molti anni esposti alla luce solare.



Carcinoma spinocellulare (Spinalioma)
Che cos’è: il carcinoma spinocellulare, o spinalioma, si manifesta sia sulla cute sia sulle mucose, con lesioni nodulari o con una massa proliferante a rapida crescita. Come per il basalioma, si ha un’incidenza maggiore in soggetti di razza bianca che sono stati esposti alla luce solare per molti anni. Raramente insorge su cute sana, spesso è preceduto da una precancerosi o da un carcinoma intraepidermico. Condizioni che possono potenzialmente predisporre allo sviluppo di tale patologia sono ripetute e prolungate esposizione al sole, contatti con catrame, oli minerali e polvere di carbone, l’arsenicismo cronico, il tabagismo, pregressi trattamenti radioterapici.



Cellulite
Che cos’è: disturbo del tessuto sottocutaneo che interessa quasi esclusivamente il sesso femminile, caratterizzato da una proliferazione dei componenti connettivali prevalentemente nella zona dei fianchi, delle natiche e delle cosce. La cellulite insorge dopo l’età puberale ed evolve progressivamente. Tra le cause scatenanti vi è un’indubbia predisposizione ereditaria, oltre a fattori che favoriscono l’insorgere dell’inestetismo, quali una cattiva alimentazione, troppo ricca in grassi e zuccheri, o una vita eccessivamente sedentaria. Anche alcune patologie circolatorie ed epatiche concorrono ad aggravare la cellulite.



Cheilite
Che cos’è: infiammazione delle labbra determinata da infezioni batteriche o micotiche, dal contatto con prodotti chimici o cosmetici, o da un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti. Può essere anche il sintomo di una dermatosi specifica (lichen ruber planus) o la prima manifestazione di malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico.



Cheloidi e cicatrici ipertrofiche
Che cos’è: formazioni di tessuto connettivale esuberanti rilevabili al tatto, conseguenti al processo di cicatrizzazione anomalo di una ferita. Il cheloide, a differenza della cicatrice ipertrofica, presenta dimensioni maggiori rispetto alla ferita originaria. Interessa più frequentemente le zone del collo, spalle e torace. Sono determinate sostanzialmente da una predisposizione genetica.



Cheratoacantoma
Che cos’è: tumore epiteliale benigno che simula un carcinoma spinocellulare.



Cheratodermie palmoplantari ereditarie
Che cos’è: ispessimento dello strato corneo delle regioni palmo-plantari, spesso con spacchi ragadiformi.



Cheratosi (verruche) seborroica
Che cos’è: formazione vegetante a superficie liscia ed irregolare, di colorito variabile dal bruno al nerastro, a volte friabile, che si manifesta in genere dopo i 50 anni al tronco ed al volto. Ci può essere familiarità.


Cheratosi solare
Che cos’è: alterazione cutanea che si manifesta con macchie tondeggianti di colore grigiastro e dalla superficie secca. Insorge prevalentemente in soggetti anziani o in coloro, come i marinai o gli agricoltori, che sono esposti in modo continuativo e prolungato ai raggi solari. Le aree interessate sono quelle scoperte (viso e braccia, tronco e il cuoio capelluto per i soggetti calvi).



Clamidia (uretrite da)
Che cos’è: batterio responsabile di quadri clinici prevalentemente a carico dell’apparato urogenitale e respiratorio. Nell’uomo la forma di infezione più comune è l’uretrite, mentre nella donna l’infezione decorre spesso asintomatica o, se sono presenti sintomi, questi sono abitualmente lievi e assai variabili, come disturbi uretrali, cistite ricorrente, perdite vaginali. Le infezioni da clamidia rispondono bene alla terapia con antibiotici (tetracicline, eritromicina, claritromicina, azitromicina).



Cisti
(sebacea, pilare)
Che cos’è: formazione patologica benigna costituita da una cavità con parete propria connettivale e a contenuto vario. Si ritrovano in differenti localizzazioni, tessuti e organi. Possono avere una origine congenita, acquisita o parassitaria.



Cloasma
(melanosi del volto)
Che cos’è: detto anche melasma o melanosi del volto, è una alterazione del colore della pelle dovuta ad una iperproduzione di melanina che determina su tutto il volto (ad eccezione delle palpebre) chiazze lisce, rotondeggianti, di colore brunastro più o meno intenso e dalle dimensioni variabili. Colpisce prevalentemente le donne e in special modo le donne gravide. Le cause e meccanismi del cloasma non sono noti, anche se è probabile il ruolo determinante di fattori predisponenti genetici e fattori ormonali. Anche l’uso protratto di estrogeni o di estroprogestinici (pillola anticoncezionale) sembra essere una tra le cause scatenanti.
L’affezione ha un decorso cronico. Le forme insorte in gravidanza o conseguenti a trattamenti ormonali possono scomparire spontaneamente.



Condilomi acuminati
(penieni, anoperianali, vulvari)
Che cos’è: detti anche papillomi virali, sono escrescenze localizzate nelle aree genitali e perianali causate dal papilloma virus umano (HPV). Il contagio avviene, nella maggior parte dei casi, per via sessuale. Al loro esordio, i condilomi acuminati si presentano come piccole papule piatte di forma rotondeggiante, con colorito grigio-brunastro (sulla cute) e roseo (sulle mucose); in seguito, possono crescere di dimensione, assumendo forme ramificate e digitate.
La cura può essere medica (con applicazioni locali di sostanze citotossiche) o chirurgica (elettrocoagulazione, criochirurgia, laser).



Corpi estranei
Che cos’è: sostanze penetrate nella cute di solito accidentalmente.



Couperose
Che cos’è: dilatazione dei capillari del volto che colpisce soprattutto donne tra i 30 e i 50 anni. Si manifesta con fini arborescenze sinuose di colore rosso vivo o rosso-bluastro a livello delle guance soprattutto in soggetti emotivi e vasolabili. Le variazioni climatiche, lo stress e i disturbi digestivi contribuiscono al peggioramento del quadro.



Darier (Malattia di)
Che cos’è: è una forma di dermatosi di origine ereditaria, con decorso cronico e progressivo. Si manifesta con piccole papule indurite che tendono ad unirsi e a costituire placche crostose. Le regioni interessate sono quelle del collo, dei solchi retroauricolari, della fronte, del dorso e della regione sacrale. Può formarsi anche sulle mucose, soprattutto quella orale.



Defluvio
(vedi alopecia)


Dermatite allergica da contatto
Che cos’è: detta anche eczema da contatto, è la più comune delle patologie dermatologiche e risulta maggiormente diffusa nei paesi industrializzati. Come dice il termine, si manifesta per contatto con sostanze chimiche, organiche o inorganiche, definite allergeni. Gli allergeni possono essere i più disparati: farmaci ad uso locale (antibiotici e antistaminici), prodotti cosmetici, tessuti d’abbigliamento, metalli, detersivi, saponi, ecc.
La sensibilizzazione alle sostanze allergizzanti varia da individuo ad individuo. Fra i fattori predisponenti possono essere annoverati il tenere per periodi prolungati guanti di gomma o scarpe chiuse che non consentono una traspirazione adeguata della cute, i traumatismi ripetuti o i lavaggi con saponi comuni che danneggiano lo strato corneo della pelle.
Inizialmente l’infiammazione determina un arrossamento della cute nella zona del contatto con l’allergene; se l’eczema si aggrava possono insorgere vescicole e croste. Se l’infiammazione non si risolve spontaneamente e persiste può poi estendersi dall’area di contatto ad altre zone del corpo. Solitamente per individuare le cause vengono impiegati i test allergologici epicutanei con gli allergeni sospetti.



Dermatite atopica
Che cos’è: la dermatite atopica, detta anche eczema costituzionale, è una dermatosi a decorso cronico-recidivante, in cui i fattori individuali e familiari hanno un ruolo più importante rispetto ai fattori esterni. Le cause dell’insorgenza sono a tutt’oggi poco chiare. Nel 50% dei casi si osserva in soggetti con atopia, ossia con predisposizione genetica ad una riposta esagerata nei confronti di alcuni allergeni. La dermatite atopica ha caratteristiche cliniche variabili a seconda dell’età del soggetto che ne è colpito. Nel lattante si osserva già a partire dal 2°-3° mese, localizzata prevalentemente sulle guance, con arrossamento pruriginoso e vescicole. Nel bambino, l’aspetto è quello di un’eczema cronico con aree arrossate, desquamanti e scarsa presenza di vescicole. Le aree colpite sono quelle intorno alla bocca, i polsi, le caviglie, il dorso e il collo. Nell’adulto si manifesta con lesioni infiltrative e ipercheratosiche e si localizza quasi esclusivamente nelle pieghe dei gomiti e delle ginocchia.
Il decorso è variabile: alcuni bambini guariscono entro il secondo anno di vita, in altri la malattia regredisce alla pubertà, in altri ancora persiste per tutta la vita con fasi di riacutizzazione e di remissione. La dermatosi tende a migliorare spontaneamente durante i soggiorni estivi al mare.



Dermatite da stasi
Che cos’è: manifestazione eczematosa o pigmentata agli arti inferiori da rallentata circolazione sanguigna venosa.


Dermatite erpetiforme
Che cos’è: è una affezione cutanea cronica che può essere facilmente confusa con la dermatite atopica e che si associa ad intolleranza al glutine. Si manifesta con papule eritematose, vescicole e talora piccole bolle che tendono al raggruppamento. Le lesioni si localizzano abitualmente in modo simmetrico ai gomiti, alle ginocchia, alle spalle e alle caviglie. Anche il volto può essere facilmente colpito. Il decorso è cronico con periodi di riacutizzazione e parziale remissione. Quando compare in età adulta, solitamente persiste per tutta la vita. Se, invece, si manifesta nell’infanzia, può regredire alla pubertà.


Dermatite perianale
Che cos’è: affezione cutanea localizzata alla regione anale.



Dermatite polimorfa alla luce
Che cos’è: reazione cutanea eritematosa, edematosa, vescicolare, bollosa nelle regioni fotoesposte.



Dermatite seborroica
Che cos’è: detta anche eczema seborroico è una forma di dermatite ad andamento cronico e recidivante che si manifesta con chiazze eritematose ricoperte da squame grasse e giallastre localizzate al viso, al cuoio capelluto e al torace. Nel lattante la dermatite di solito regredisce in poche settimane e in ogni caso si risolve entro il sesto mese. Nell’adulto, il decorso è cronico con periodi di riacutizzazione specie durante i mesi invernali e con miglioramenti nella stagione estiva.



Dermatite da pannolino
Che cos’è: manifestazione irritativa determinata dall’uso del pannolino con manifestazioni cliniche di gravità variabile, di possibile origine batterica o micologica. La dermatosi è frequente nel lattante o nel soggetto adulto/anziano incontinente.



Dermatomiosite
Che cos’è: è una patologia infiammatoria della cute e dei muscoli scheletrici che si manifesta, a livello cutaneo, con chiazze di colorito rosso lillaceo accompagnate da edema duro, mentre a livello muscolare con deficit della forza contrattile. Le cause sono sconosciute, anche se si ritiene che fattori immunitari abbiano un ruolo importante nella patogenesi della malattia.
I sintomi cutanei possono precedere di mesi o anni l’interessamento muscolare, e colpiscono le regioni perioculari, il naso, le guance, la fronte, il collo e gli arti. A livello muscolare, la patologia insorge solitamente con debolezza e dolori muscolari, soprattutto dei muscoli delle cosce e delle spalle. In un secondo tempo possono essere coinvolti altri gruppi muscolari come quelli della regione del collo, della laringe e della faringe.



Dermatoscopia
(
Epidiascopia)
Che cos’è: speciale apparecchiatura per uno studio accurato e una attenta valutazione delle lesioni pigmentate.



Dermatosi bollosa da IgA lineari
Che cos’è: eruzione cutanea caratterizzata da bolle infiammatorie con disposizione a "gioiello" o a "rosetta", pruriginosa. La dermatosi è più frequente in età infantile dove predilige la regione periorale, i quadranti inferiori dell’addome e le cosce. Regredisce spontaneamente alla pubertà.



Dermoabrasione
Che cos’è: consiste nell’asportazione degli strati più superficiali della pelle mediante levigatura meccanica. Solitamente è una tecnica che viene impiegata per eliminare cicatrici da acne o tatuaggi.



Digitalizzazione
Che cos’è: è una metodica che permette, mediante una apparecchiatura tecnologicamente avanzata, la memorizzazione e l’archiviazione di immagini digitali delle lesioni pigmentarie e dei nevi, in modo tale da permettere la monitorizzazione e la valutazione comparativa nel tempo di tali lesioni. La tecnica è particolarmente indicata per i cosiddetti “nevi a rischio”.


Disidrosi
Che cos’è: dermatosi caratterizzata da vescicole, inizialmente pruriginose, talora di grandi dimensioni, a contenuto liquido, dure al tatto, che solitamente si essiccano senza erodersi. Colpisce soprattutto la cute degli spazi interdigitali, il palmo delle mani e la pianta dei piedi. Le cause sono sconosciute, anche se in alcuni casi la disidrosi può essere provocata da allergeni o da un cattivo funzionamento delle ghiandole sudoripare. Il singolo episodio, una volta individuate e allontanate le cause (allergeni), si risolve in pochi giorni o in poche settimane in relazione alla gravità.



Ecografia
Che cos’è: esame strumentale per la valutazione di organi e tessuti, l’individuazione e la diagnosi di masse sottocutanee e il controllo dell’apparato vascolare artero-venoso.



Eczema
(vedi dermatite da contatto o dermatite atopica)


Emorroidi
Che cosa sono: dilatazione delle vene della sottomucosa rettale, che può accompagnarsi a perdita di sangue più o meno abbondante durante la defecazione. Occasionalmente può insorgere prurito nella regione anale. I fattori predisponenti sono diversi: dalla familiarità ad una vita sedentaria, da un’alimentazione povera di fibre( possibile causa di stitichezza) alla gravidanza. Esistono diversi gradi di emorroidi che individuano i livelli di gravità del disturbo: si definiscono emorroidi di primo grado quelle che non fuoriescono dall’orifizio anale; di secondo grado, quando migrano verso l'esterno solo durante la defecazione, per poi rientrare spontaneamente al termine di questa funzione; di terzo grado, quando migrano come le precedenti ma è necessario farle rientrare manualmente; emorroidi di quarto grado, quando rimangono sempre al di fuori dell'ano, a prescindere dall'atto defecatorio, e non è possibile riportarle nella loro sede naturale nemmeno manualmente.



Epidermolisi bollosa
Che cos’è: è una patologia ereditaria caratterizzata da una significativa fragilità della cute. Clinicamente si manifesta con la comparsa (spontanea o conseguente a traumi anche minimi) di lesioni bollose di varie dimensioni a contenuto sieroso o ematico. Secondo gli studi più recenti, l’epidermolisi bollosa non sarebbe un’unica patologia ma rappresenterebbe un insieme di fattori, geneticamente trasmessi, accomunati dalla localizzazione dell'alterazione strutturale a livello della zona di passaggio fra epidermide e derma. Le manifestazioni possono essere localizzate in specifiche aree (mani e piedi) o essere presenti su tutto il corpo, comprese la mucosa orale. La prognosi è grave in alcune varietà della malattia, mentre è migliore nella varietà localizzata, in cui le bolle presenti fin dalla nascita tendono a risolversi senza lasciare cicatrici.



Epiluminescenza
Che cos’è: metodica utilizzata per definire la struttura di un nevo o di una neoformazione. E’ molto utile per meglio valutare le lesioni pigmentarie. La tecnica deve essere eseguita da dermatologi esperti.



Eresipela
Che cos’è: malattia infettiva del derma causata dallo Streptococcus pyogenes che si manifesta clinicamente con una chiazza di colorito rosso vivo, calda al tatto e dolente alla palpazione, che si estende rapidamente "a macchia d’olio". Il germe si localizza in una prima fase nelle mucose faringee o nasali. Il soggetto portatore, con le mani infette, trasporta il batterio sulla cute, che la colonizza penetrando attraverso piccole ferite o abrasioni. Il volto o gli arti inferiori sono le sedi più frequentemente colpite. Il decorso è variabile in funzione delle condizioni del sistema immunitario del soggetto: nei pazienti immunologicamente sani, l’erisipela può addirittura regredire spontaneamente senza l’impiego di alcuna terapia; nei soggetti immunocompromessi o anziani, l’infezione può diffondersi al sottocutaneo e raggiungere la circolazione sanguigna causando setticemia. Non sono rare le recidive che possono causare l’occlusione progressiva dei vasi linfatici che condizionano l’ingrossamento delle aree corporee colpite con conseguente deformità (elefantiasi).



Eritema figurato
Che cos’è: l’eritema è una modificazione del colore della cute dovuta all’aumentato apporto di sangue. Se la vasodilatazione interessa le arteriose, il colorito della pelle è rosso acceso, mentre se riguarda le venule, il colore è rosso violaceo. Solitamente l’eritema risolve spontaneamente. A seconda della forma e delle dimensioni delle chiazze, si distinguono eritemi scarlattiniformi, morbilliformi, roseoliformi e figurati. L’eritema può manifestarsi per cause fisiche (meccaniche, termiche, radianti), chimiche, infettive micotiche, batteriche o virali ( caratteristiche le malattie esantematiche infantili), emotive (rossore improvviso, localizzato al volto e al collo, al verificarsi di situazioni imbarazzanti), o essere provocato da farmaci, disvitaminosi, disendocrinie o - ancora - comparire in corso di reazioni allergiche.



Eritema fisso da medicamento
Che cos’è: è una reazione cutanea localizzata causata dall’assunzione di particolari classi di farmaci (solitamente sulfamidici, pirazolonici, più raramente barbiturici, acido acetilsalicilico e fenolftaleina) e si manifesta con chiazze eritematose a limiti netti accompagnate o meno da bolle. Le chiazze persistono per diversi giorni e regrediscono lasciando una pigmentazione bruna che dura settimane o mesi. Solitamente risolve in modo spontaneo nel giro di pochi giorni, ma tende a recidivare ad una nuova assunzione del farmaco responsabile e sempre nelle sedi precedentemente colpite.



Eritema nodoso
(o eritema contusiforme)
Che cos’è: è un’infiammazione dell’ipoderma, ad andamento acuto o subacuto, che si manifesta con sintomi generali (febbre, dolori articolari e muscolari, astenia, cefalea) e con nodosità, più spesso localizzate agli arti inferiori. I noduli sono rotondeggianti, a limiti netti, dolenti alla palpazione, caldi al tatto, di consistenza duro-elastica. Il colorito della pelle è inizialmente normale, poi diventa eritematoso una volta iniziato il processo infiammatorio. Può infine passare dal rosso vivo al giallo verdastro per effetto di travasi ematici. Esistono diverse cause: infezioni batteriche, virali o fungine; assunzione di farmaci; malattie sistemiche (tubercolosi, sarcoidosi, malattie autoimmuni).



Eritema polimorfo
Che cos’è: denominato anche eritema essudativo multiforme, è un’affezione acuta recidivante che si manifesta con lesioni "a coccarda" e con lesioni delle mucose (soprattutto a livello della mucosa orale) di tipo erosivo. Solitamente colpisce soggetti giovani, raramente insorge al di sotto dei 3 anni o oltre i 60. Le aree del corpo più colpite sono il dorso delle mani, gli avambracci, il collo, il capo. La distribuzione delle lesioni è simmetrica. Le cause sono note solo in parte. Si presume che si tratti di una malattia di origine probabilmente infettiva, o conseguente a malattie infettive o all’assunzione di farmaci. L’eritema polimorfo ha un andamento acuto e risolve spontaneamente in 2-3 settimane. Le recidive sono abbastanza frequenti (circa il 25% dei pazienti).



Eritrasma
Che cos’è: affezione della cute dovuta a Corynebacterium minutissimum, che si manifesta con chiazze brunastre e desquamanti a livello delle pieghe inguinali, ascellari e sottomammarie. Si accompagna ad un lieve prurito notturno. Sudorazione abbondante o ripetuti sfregamenti dell’area interessata dal disturbo possono aggravare le manifestazioni cutanee.



Eritrodermìa
Che cos’è: affezione della cute caratterizzata da eritema generalizzato e persistente, associato a processi più o meno evidenti di desquamazione della pelle. Può manifestarsi in quasi tutte le aree cutanee del corpo e sulle mucose, soprattutto quelle del cavo orale. Anche gli annessi cutanei possono essere interessati; le manifestazioni più frequenti sono unghie che si presentano ispessite e fragili; perdita di capelli e peli; atrofia delle ghiandole sebacee e sudoripare. Studi recenti tendono a considerare l’eritrodermìa come l’evoluzione secondaria di una dermatosi già esistente. Il decorso è molto lungo, spesso reso più difficoltoso dall’insorgere di processi infettivi.



Eritroplasia da Queyrat
Che cos’è: è una patologia dermica delle mucose che si manifesta con una chiazza eritematosa a superficie liscia, limiti netti e di aspetto "laccato". Si localizza abitualmente sulle mucose del cavo orale (dorso della lingua e pavimento della bocca) o in area genitale. La diagnosi precoce è essenziale e, data la modesta entità dei sintomi, si consiglia di eseguire controlli periodici delle mucose visibili a partire dai 50 anni di età.



Esame istologico (su reperti bioptici)
Esame alla microscopia ottica tradizionale con colorazioni specifiche
Eesame per immunofluorescenza diretta
Esame per immunocitochimica


Favo
Che cos’è: è un conglomerato di foruncoli più spesso localizzato alla nuca, che si manifesta con una placca infiltrata e molto dolorosa, circondata da un esteso alone infiammatorio. L’ agente eziologico è lo Staphilococcus Aureus. L’evoluzione é pustolosa e necrotica. Spesso il favo si accompagna a febbre di tipo settico e a una adenite infiammatoria regionale. Esita in cicatrice.



Fibroma pendulo
Che cos’è: tumore benigno costituito da tessuto connettivo ben differenziato peduncolato.



Fimosi
Che cos’è: restringimento del bordo libero del prepuzio di natura congenita o acquisita, che impedisce lo scorrimento completo del prepuzio sul glande. Nel caso sia molto pronunciata, può determinare la formazione di calcoli prepuziali, idronefrosi, o difficoltà erettive ed impossibilità ai rapporti sessuali.



Follicolite
Che cos’è: infiammazione del follicolo pilifero determinata da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes. Si distingue in follicolite superficiale e profonda, a seconda che interessi solo la parte distale del follicolo o l’intero sistema pilosebaceo. Le follicoliti superficiali si manifestano con piccole chiazze eritematose che evolvono in breve tempo in pustole. Le infiammazioni profonde si manifestano invece con sintomi più gravi che vanno dalla formazione di noduli purulenti a stati febbrili, dal dolore localizzato all’adenopatia regionale.



Foruncolo
Che cos’è: è una infiammazione acuta dell’intero annesso pilifero, determinata da Staphylococcus aureus (più raramente da germi Gram-negativi come lo Pseudomonas aeruginosa, l'Escherichia coli o batteri del genere Proteus). L'infezione si manifesta con un nodulo duro e dolente di colorito rosso vivo, sul quale si sviluppa una piccola pustola piatta. La rottura della pustola evidenzia un'area necrotica grigiastra che viene successivamente eliminata (cencio necrotico). L'infiammazione intorno al follicolo è marcata, con un intenso alone eritematoso. Sconsigliati i minitraumatismi provocati dai pazienti che credono di eliminare il foruncolo schiacciandolo. Possono verificarsi recidive. Una volta guarito, il foruncolo può lasciare una piccolissima cicatrice permanente.



Fotoablazione
Che cos’è: vaporizzazione progressiva e controllata degli strati epidermici mediante i laser chirurgici a CO2 ed Erbium.


Fotocoagulazione
Che cos’è: l'energia luminosa emessa da sorgente IPL (intense pulsed light) si trasforma in calore in corrispondenza della lesione vascolare da eliminare determinandone la coagulazione.



Fotoepilazione
Che cos’è: l'energia luminosa emessa da sorgente IPL (intense pulsed light) si trasforma in calore in corrispondenza di bulbi piliferi determinandone l'inattivazione.



Fotoringiovanimento ablativo
Che cos’è: tecnica chirurgica per correggere in modo significativo l'invecchiamento cutaneo cronologico e il fotoaging. I laser CO2 ed Erbium determinano un completo ringiovanimento del volto grazie ad una rigenerazione cutanea. Si assiste alla pressoché completa scomparsa di tutti i segni di invecchiamento (macchie, rughe, etc) con la totale conservazione dei tratti somatici originari del paziente.



Fotoringiovanimento non ablativo
Che cos’è: tecnica per correggere il fotoaging. L'energia ad ampio spettro emessa da sorgente IPL (intense pulsed light) si trasforma in calore in corrispondenza del derma, determinando un aumento della sintesi del collagene. Contemporaneamente, elimina segni di invecchiamento quali teleangectasie e lesioni pigmentarie. Rappresenta una tecnica d'elezione in quanto permette il raggiungimento di risultati soddisfacenti consentendo al paziente di riprendere la sua normale vita sociale e lavorativa già a 24 ore dal trattamento.



Fototest
Che cos’è: esame per identificare allergeni responsabili di dermatiti mediate dalla luce.


Fototipo
Che cos’è: capacità di reazione della cute all’esposizione solare. Questa caratteristica è individuale e dipende da fattori ereditari, razziali e geografici.


Ftiriasi
(vedi Pediculosi)


Glomangioma
Che cos’è: tumore neuroarterioso di colorito rosso bluastro in genere dolente.



Gonorrea (o Blenorragia)
Che cos’è: è una malattia infettiva che si trasmette tramite i rapporti sessuali, causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae. Abitualmente, si manifesta con quadri clinici differenti nei due sessi: nell’uomo si presenta con minzione dolorosa, prurito e bruciore (uretrite); nella donna i sintomi sono meno evidenti, ma possono provocare cerviciti, uretriti, endometriti, ed essere, nei casi più gravi, causa di sterilità. In entrambi i sessi, possono esserci secrezioni inizialmente sieromucose, poi purulente. Abbastanza frequenti le complicazioni tardive con implicazioni non genitali: artrite, sepsi, lesioni cutanee, congiuntivite. L’infezione, anche quando si manifesta con una sintomatologia acuta, non risolve mai in maniera spontanea, ma assume un andamento cronico con riaccensioni sintomatiche in concomitanza di intensa attività sessuale.



Granuloma anulare
Che cos’è: è un’affezione cronica che si manifesta con elementi nodulari che si raggruppano a forma di anello. Più spesso localizzati alle mani, ai gomiti e alle ginocchia il granuloma anulare è asintomatico. Si osserva nelle donne con una frequenza due volte maggiore rispetto agli uomini. Le cause sono ancora sconosciute. Talora sembrano avere un ruolo scatenante punture d’insetto, traumi, infezioni virali e, nelle forme disseminate, l’esposizione ai raggi UVA. E’ anche probabile una predisposizione ereditaria.



Granuloma piogenico
(o granuloma teleangectasico)
Che cos’è: lesione cutanea estroflessa che si manifesta con un nodulo rilevato di aspetto angiomatoso a tendenza erosiva. L’affezione è frequente in entrambi i sessi e a tutte le età, anche se è più comune in bambini e giovani. Fa seguito, di solito, a una lesione traumatica della cute, che è più spesso una puntura accidentale, la spremitura di un comedone, l'escoriazione ripetuta di una follicolite. Si presenta come una lesione rotondeggiante, di colore rosso acceso, molle al tatto. Il granuloma piogenico è una lesione benigna, che in poche settimane raggiunge la dimensione definitiva e poi si stabilizza.



Grover (malattia di)
Che cos’è: eruzione di vescicole o piccole bolle acantolitiche che predilige il tronco durante i periodi estivi.



Hailey (malattia di)
Che cos’è: malattia geneticamente determinata che predilige le grandi pieghe con aree di macerazione resistenti ad ogni terapia.



Herpes simplex e zoster
Che cos’è:
l’Herpes Simplex è un’infezione virale della cute e/o delle mucose visibili che si manifesta con lesioni vescicolari abitualmente riunite "a grappolo" e, talora, con un'adenopatia satellite. Sono possibili complicazioni sistemiche, in particolare a carico del sistema nervoso centrale. E’ una delle più frequenti infezioni virali dell’uomo: non ha predilezione di razza o di sesso. Esistono due varianti, il tipo 1 (HSV1) e il tipo 2 (HSV2); il primo si manifesta abitualmente nella parte superiore del corpo, mentre il secondo predilige la parte inferiore. L'infezione si verifica di solito nell'infanzia per contatto interumano, nel caso di HSV1; dopo l'inizio dell'attività sessuale, nel caso di HSV2, per quanto sia possibile il contagio del neonato durante il passaggio attraverso il canale del parto della madre infetta.
Dopo il contagio, che avviene spesso senza sintomi per via cutaneo-mucosa, il virus raggiunge tramite i nervi sensitivi i gangli del sistema nervoso, dove può rimanere latente per tutta la vita e riattivarsi periodicamente nella cute o nelle mucose, causando o meno una sintomatologia clinica evidente. Nel controllo dell'infezione svolgono un ruolo fondamentale le difese immunitarie dell'ospite. Le recidive si osservano infatti solitamente in coincidenza di eventi stressanti (traumi, emozioni, febbre, esposizione solare) che riducono transitoriamente la risposta immunitaria; qualora la depressione immunitaria sia permanente, l’infezione non risolve nella sede colpita, ma può anzi disseminarsi (con complicanze anche gravi, come l'encefalite erpetica). Le manifestazioni si localizzano nelle zone di passaggio fra cute e mucosa (labbra - la cosiddetta “febbre”- e genitali). La dermatosi, preceduta da sensazione di bruciore, si manifesta come una chiazza arrossata, sulla quale compaiono vescicole rotondeggianti, che tendono a raggrupparsi in grappoli e il cui contenuto, inizialmente sieroso, in seguito tende a diventare purulento. Dopo alcuni giorni le vescicole si rompono, dando luogo a erosioni superficiali che si ricoprono di croste bruno-giallastre.
Solitamente l’herpes si esaurisce spontaneamente o mediante trattamento locale nel giro di pochi giorni. E’ caratteristica la recidiva sempre nelle stesse sedi.
L’Herpes zoster è una dermatosi virale, che colpisce abitualmente adulti e anziani, che si manifesta con dolori nevralgici e vescicole cutanee che compaiono nei distretti di innervazione delle gangli sensitivi con tipica distribuzione ganglionare. È causata dallo stesso virus della varicella (varicella-zoster virus, VZV). Le aree più colpite sono quelle dei nervi intercostali, del plesso brachiale, del trigemino, del nervo sciatico. I primi sintomi sono dolori e parestesie nella zona di innervazione del ganglio sensitivo; poi compaiono chiazze eritemato-edematose, su cui formano grappoli di vescicole che evolvono in pustole. Quest’ultime nell’arco di 7-10 giorni, si trasformano in croste. Il dolore dell’herpes zoster ha un comportamento variabile. Più la persona è anziana più il dolore dura nel tempo anche dopo la completa guarigione delle manifestazioni cutanee. Dopo due-quattro settimane si ha la guarigione completa del quadro clinico, ma residuano lesioni pigmentate e cicatriziali più o meno evidenti in relazione alla gravità dell’evento acuto.


Herpes gestationis
(pemfigoide della gravidanza)
Che cos’è: eruzione bollosa che si manifesta in genere dopo il III mese di gravidanza. La sintomatologia peggiora nelle gravidanze successive.


Idroadenoma
Che cos’è: tumore ghiandolare di difficile diagnosi clinica. Può essere eruttiva.



Idrosadenite (inguinale od ascellare)
Che cos’è: è una dermatite, chiamata anche ascesso sudorale dell'adulto, che colpisce le ghiandole sudoripare presenti a livello dell'ascella, dell'areola mammaria, dell'area perineale e pubica. Nella grande maggioranza dei casi è causata dallo Staphylococcus aureus. La patologia si manifesta inizialmente con la comparsa di uno o più noduli sottocutanei rotondeggianti, di pochi millimetri di diametro, dolenti e ricoperti da cute normale o arrossata. I noduli possono poi riassorbirsi spontaneamente o, al contrario, aumentare di dimensioni, evidenziarsi in superficie e evolvere in ascessi. La cute si arrossa, si assottiglia e infine si ulcera con fuoriuscita di materiale sieropurulento. Il decorso delle singole ulcerazioni è verso la risoluzione spontanea nell’arco di 1-2 settimane. E’ frequente la cronicizzazione del processo infettivo a causa della diffusione dell’infezione ad altre ghiandole. Possibili le recidive.



Impetigine
Che cos’è: infezione superficiale della cute causata dallo stafilococco (Staphylococcus aureus) o dallo streptococco (Streptococcus pyogenes) che si manifesta con lesioni pustolose e/o bollose più frequentemente localizzate nelle zone esposte. Si osserva più spesso nei neonati, bambini e giovani adulti, specialmente nei mesi estivi. Si trasmette per contatto diretto o mediato (asciugamani, cuscini). Il decorso è acuto o subacuto e di solito benigno. È possibile, nei casi a origine streptococcica, la comparsa di una glomerulonefrite che abitualmente si manifesta tre settimane dopo l'insorgenza delle lesioni cutanee.



Induratio penis plastica
(o malattia di La Peyronie)
Che cos’è: è una fibromatosi ad andamento progressivo che colpisce il pene. L'unica causa certa è rappresentata dai traumi (microfratture del pene durante i rapporti sessuali); altri fattori chiamati in causa sono: ipossia, infezioni, farmaci (amiodarone), cateteri vescicali portati a lungo. L'evoluzione della malattia è del tutto imprevedibile. Può guarire spontaneamente oppure evolvere in modo acuto, cronico o a crisi di riacutizzazione. L’esito consiste nella distruzione del tessuto dei corpi cavernosi del pene in modo irreversibile. La terapia nella maggioranza dei casi è in grado di controllare l’andamento delle malattia. Tuttavia nei casi più gravi si può arrivare alla impotenza per incapacità di avere rapporti sessuali. La fase iniziale della manifestazione clinica è caratteristica: dolore del pene in erezione, parestesie locali e comparsa di noduli o placche di indurimento nella tonaca albuginea del pene. Nelle fasi più avanzate, il dolore in erezione scompare, mentre l'organo si incurva e deforma progressivamente, fino alla retrazione.



Insufficienza venosa cronica (varici)
Che cos’è: dilatazione permanente delle vene degli arti inferiori, che appaiono come formazioni nodose e molli che evolvono in tumefazioni bluastre, di solito indolori. La sintomatologia dell’insufficienza venosa è molto varia e comprende sensazione di peso e tensione alle gambe, torpore e facile stancabilità, parestesie, cefalea, vertigini e instabilità dell’equilibrio. Tra i fattori predisponenti, oltre a quelli ereditari, vanno considerati la gravidanza e l’obesità, l’intossicazione cronica da alcool e fumo, il diabete, la gotta, e le modificazioni ormonali conseguenti alla menopausa. Le varici possono poi essere conseguenza di tromboflebiti. Il quadro clinico delle varici può peggiorare se il soggetto sta in piedi per molte ore al giorno, o se è esposto a temperature climatiche elevate e alto tasso di umidità. Le complicazioni, spesso frequenti, sono rottura, infezione e trombosi, edemi, alterazioni trofiche cutanee, fino alle ulcere.


Invecchiamento cutaneo
Che cos’è: processo biologico che interessa tutte le componenti della pelle, contrastabile con diverse metodologie e trattamenti.



Incontinentia pigmenti
Che cos’è: rarissima malattia ereditaria che si manifesta alla nascita. Si riconosce una fase bollosa, una fase verrucosa ed una fase pigmentaria.



Ipercheratosi epidermolitica
Che cos’è: è un disturbo ereditario del processo di cheratinizzazione della pelle che si manifesta con un ispessimento dello strato corneo e con lesioni dapprima eritematose e bollose, poi verrucose. La malattia dura per tutta la vita. Nelle forme generalizzate l’eritema diventa col tempo sempre meno evidente e le gettate bollose cessano del tutto.



Iperidrosi
Che cos’è: eccessiva secrezione di sudore localizzata o generalizzata. L’iperidrosi generalizzata è solitamente associata a diversi disturbi quali sindromi febbrili acute e croniche e ipertiroidismo, ma è un problema che si verifica anche dopo l’assunzione di alcuni tipi di farmaci o durante la menopausa. L’iperidrosi localizzata, molto più frequente, si manifesta soprattutto nella zona palmare (mani e piedi) e si associa ad arrossamenti della cute.



Ipermelanosi
Che cos’è: è caratterizzata da aree di cute in cui si osserva un aumento della componente pigmentaria.



Ipertricosi ed irsutismo
Che cos’è: abnorme sviluppo di peli nelle aree del corpo femminile (ascelle, pube, avambracci, gambe) dove sono normalmente presenti anche se in misura contenuta. Più frequente nelle donne di colorito scuro. L’ipertricosi, che non ha solitamente rilevanza patologica, può essere tuttavia il prodromo di un irsutismo, che è un vero e proprio disturbo dovuto a cause ormonali o all’assunzione di particolari tipi di farmaci. Nell’irsutismo l’eccessivo sviluppo di peli si concentra, sempre nel corpo femminile, in zone in cui abitualmente non sono presenti peli, adottando una disposizione tipicamente maschile (al volto, sul petto, intorno al capezzolo). Nella maggior parte dei casi, l’irsutismo non è associato a patologie evidenziabili, e si pensa che tra le cause possibili ci sia un’eccessiva sensibilità della cute del soggetto agli androgeni. In altri casi, l’irsutismo può essere provocato da disturbi ormonali (ovaio policistico, morbo di Cushing, acromegalia, sindrome surrenogenitale). Anche alcuni tipi di farmaci (ormoni androgeni, corticosteroidi, anabolizzanti) possono scatenare l’irsutismo.



Istiocitosi
Che cos’è: gruppo di patologie caratterizzate dalla proliferazione di cellule appartenenti al comparto monocitico-macrofagico. Comprende forme reattive, secondarie a malattie infettive, forme neoplastiche (istiocitosi maligna o reticulosi midollare istiocitaria) e forme da causa sconosciuta, chiamate istiocitosi X, con interessamento osseo, cutaneo-mucoso e polmonare.


Ittiosi
Che cos’è: gruppo di disordini ereditari del processo di cheratinizzazione che si manifestano con una fine desquamazione lamellare e arrossamenti cutanei che interessano solitamente gli arti e il tronco. Le ittiosi possono essere presenti alla nascita o insorgere nei primi anni, si stabilizzano e permangono per tutta la vita. La pelle risulta secca e ruvida, e si ricopre di lamelle bianco-grigiastre che si staccano facilmente e si riproducono con rapidità. Il disturbo può distribuirsi su tutto il corpo, risparmiando tuttavia le aree ascellari e inguinali, e le mucose.



Kaposi (sarcoma di)
Che cos’è: neoplasia maligna della cute e delle mucose, di natura angioblastica. L'eziopatogenesi non è nota ma è probabile che nella comparsa della malattia abbiano un ruolo fattori genetici. Fattori favorenti sono rappresentati da una condizione di immunodepressione, infezioni virali e liberazione dai tessuti di fattori angioproliferativi. La forma classica, più lieve, è limitata alla cute (ove sono presenti chiazze rosso violacee o bruno violacee, con placche e noduli dello stesso colore, localizzate più frequentemente agli arti inferiori ma possibili su tutta la superficie corporea) ed è di facile riscontro nei soggetti anziani delle popolazioni di origine ebraica o mediterranea. La forma aggressiva, che coinvolge anche i linfonodi e il tratto gastroenterico, colpisce elettivamente i pazienti affetti da AIDS e i soggetti immunodepressi in genere. Parte dei soggetti colpiti sviluppa un concomitante linfoma maligno.



Laugier Unziker (sindrome di)
Che cos’è: chiazze iperpigmentate primitive delle mucose.



Laser
Che cos’è: acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation. I Laser medicali possono essere classificati in ablativi e non ablativi. Le diverse lunghezze d'onda di luce emessa differenziano i diversi tipi di laser (es. CO2, a Erbium, Nd-Yag, etc). I laser chirurgici Erbium e CO2 determinano una vaporizzazione progressiva degli strati cutanei e consentono la distruzione controllata di molteplici lesioni cutanee. L'energia luminosa emessa da sorgenti IPL (Intense Pulsed Light) è costituita da più lunghezze d'onda. Una piccola percentuale di questa è ceduta alla superficie cutanea mentre la maggior parte raggiunge i bersagli prescelti (peli, capillari, macchie, etc) determinandone l'eliminazione.



Leiomioma
Che cos’è: tumore benigno del tessuto muscolare liscio, che si manifesta con uno o più noduli dolenti alla palpazione. Insorge prevalentemente dai muscoli erettori dei peli, dalla tunica dei vasi sanguigni e dalle fibre muscolari presenti nella cute dello scroto, delle grandi labbra e dell’areola mammaria. La lesione presenta un accrescimento espansivo e spesso è oggetto di alterazioni degenerative, come calcificazioni e persino ossificazione. La degenerazione maligna è molto rara.



Lentigginosi
Che cos’è: le lentiggini sono i nevi acquisiti più comuni. Sono chiazze cutanee di colorito variabile dal bruno al nero, rotondeggianti, di 2-3 mm di diametro, a limiti lievemente irregolari. Possono localizzarsi in qualsiasi parte del corpo e, a differenza delle efelidi (sensibili all’esposizione solare), non subiscono modificazioni stagionali. Quando le lentiggini sono particolarmente numerose e localizzate in determinate sedi, possono segnalare la presenza di una patologia trasmessa geneticamente, la sindrome di Peutz-Jeghers.



Leucocheratosi
Che cos’è: chiazze biancastre infiltrate delle mucose.



Leuconichia (unghie bianche)
Che cos’è: presenza di chiazze bianche in corrispondenza delle lamine ungueali.



Lichen nitidus
Che cos’è: è una dermatite cronica non pruriginosa che si manifesta con piccole papule più spesso localizzate agli arti inferiori, all’addome e ai genitali maschili. Si osserva abitualmente in ragazzi e giovani adulti. La malattia viene spesso scoperta accidentalmente dal paziente o dal medico esaminando la cute in un ambiente ben illuminato, dal momento che manca qualsiasi sintomatologia soggettiva. Le papule, da poche decine a centinaia, sono piatte, di forma rotondeggiante o poligonale, di 1-2 mm di diametro, del colore della cute o rosate, a superficie liscia e lucida. Il lichen nitidus è un’affezione cronica; solo in alcuni casi le papule possono scomparire senza lasciare segni.



Lichen ruber planus
Che cos’è: è una dermatite cronica fortemente pruriginosa che si manifesta con papule rosso-violacee che confluiscono in placche sulle quali è possibile osservare un intreccio di strie biancastre detto reticolo di Wickham. Il lichen ruber planus interessa qualsiasi area della superficie corporea (prediligendo la superficie flessoria dei polsi e degli avambracci, i fianchi, la regione lombo-sacrale, i genitali maschili e la superficie anteriore delle gambe), oltre che le mucose, leunghie e il cuoio capelluto. Le papule sono rotondeggianti o poligonali, hanno diametro di 2-3 millimetri, superficie piana, liscia e lucente. La malattia, il cui decorso può essere acuto o cronico, tende nella maggior parte dei casi a risolversi spontaneamente (ne sono spia il progressivo imbrunimento delle placche).


Lichen sclero-atrofico
Che cos’è: è una dermatite cronica scarsamente pruriginosa che si manifesta con papule biancastre confluenti in placche, più spesso localizzate in sede genitale.



Lichen striatus
Che cos’è: lesioni papulose disposte in banda che possono interessare sia il tronco che gli arti. Possono causare modesto prurito.



Linfangioma
Che cos’è: tumore benigno derivante dai vasi linfatici. Può determinare inestetismi gravi a carico delle labbra (macrocheilia) o della lingua (macroglossia). Se ne distinguono una forma semplice e una forma cavernosa, con cavità che contengono linfa.



Linfodema arti inferiori
Che cos’è: edema da stasi linfatica degli arti inferiori.



Linfoma cutaneo
Che cos’è: placche o tumori costituiti da linfociti.


Lipoatrofia
Che cos’è: scomparsa del tessuto adiposo.


Lipomatosi e lipoma
Che cos’è: neoformazione benigna che si origina dal tessuto adiposo. Si presenta come nodulo sottocutaneo a sviluppo lento e si localizza prevalentemente nell’area ascellare, alle spalle, alle natiche, al tronco e alle cosce. Il lipoma è in genere dotato di una capsula che lo avvolge e ne rende facile l’asportazione chirurgica (le forme non capsulate sono più rare, per esempio nell'ambito di lipomatosi simmetriche multiple).



Livedo reticularis
Che cos’è: aspetto della cute retiforme di colorito violaceo su base vascolare.


Lupus eritematoso
Che cos’è: malattia infiammatoria che può interessare contemporaneamente o in periodi successivi i più diversi organi e apparati. Manifestazioni cutanee si osservano comunque in oltre l’80% dei casi e costituiscono spesso il sintomo iniziale. L’eziologia è sconosciuta, anche se è possibile una predisposizione genetica. Fattori scatenanti possono essere la luce solare, le infezioni e l’assunzione di certi farmaci (idralazina, procainamide e idantoina). La morfologia delle lesioni e la loro localizzazione variano da soggetto a soggetto e sono riconducibili a tre varianti cliniche di lupus eritematoso. La forma più frequente è il lupus eritematoso discoide (LED) che si presenta con chiazze, inizialmente rotondeggianti, che hanno limiti netti e colorito rosso acceso o rosso-violaceo. Le chiazze si allargano col tempo a macchia d’olio, sono leggermente rilevate rispetto alla cute e sono ricoperte da piccole squame. Il LED interessa talora il centro del volto con forma "a farfalla", ma più spesso non ha disposizione simmetrica, localizzandosi sui lati del viso, ai padiglioni auricolari e al collo. Un’altra varietà meno frequente è rappresentata dal lupus eritematoso subacuto cutaneo (SCLE). Si manifesta con chiazzette desquamanti eritemato-violaceo che talora si riuniscono in configurazioni reticolate. Le aree maggiormente coinvolte sono le spalle, la parte alta del tronco, la superficie estensoria delle braccia, il dorso delle mani. La terza varietà, ancora più rara, è il lupus eritematoso sistemico (LES), caratterizzato da chiazze eritematose o eritemato-violacee, talora finemente desquamanti, a contorni poco definiti, localizzate con marcata simmetria al naso e agli zigomi, ma talora anche alle palpebre, ai padiglioni auricolari, alla parte alta del tronco e alla superficie estensoria delle braccia. E’ costante un impegno viscerale. Nel trattamento della malattia bisogna tener conto del tipo clinico delle manifestazioni cutanee, come pure dell’esistenza e della gravità dei sintomi sistemici.


Lupus vulgaris (tubercolosi)
Che cos’è: infezione della cute da microbatterio tubercolare che si può esprimere con lesioni nodulari, verrucose, colliquative.


Lyme (malattia di)
Che cos’è: detta anche Borrelliosi di Lyme, è un’infezione cronica causata dalla Borrelia burgdorferi, che si acquisisce tramite le punture di zecche. Si manifesta in tre successivi stadi clinici. Il primo stadio, che inizia dai 4 ai 25 giorni dopo la puntura della zecca, è caratterizzata dalla comparsa di una chiazza eritematosa (chiamata eritema migrante) che si allarga rapidamente a macchia d’olio, fino a raggiungere, nell’arco di un mese, il diametro di 20-40 centimetri. Al centro dell’eritema è presente una papula eritematosa, espressione della puntura della zecca, circondata da anelli con bordo arrossato e alone centrale chiaro. In questa fase ai sintomi cutanei possono associarsi febbre, adenopatia, segni di meningite, dolori muscolari e articolari. Il secondo stadio inizia 2-4 mesi dopo la puntura della zecca ed è caratterizzato da sintomi cutanei (comparsa di una o più lesioni eritemato-infiltrative localizzate al volto, al torace o al dorso), neurologici (segni di meningite, encefalite, neurite facciale), articolari (edema e versamenti sierosi) e cardiaci. Il terzo stadio si manifesta dopo 5-7 mesi dall’insorgenza della malattia e comprende lesioni eritemato-infiltrative e in seguito atrofiche della cute più spesso localizzate agli arti inferiori, mielite cronica, e sintomi neurologici. Le manifestazioni cutanee della borelliosi hanno decorso più o meno lungo, ma risolvono spontaneamente senza esiti. Molti sintomi neurologici sono transitori e regrediscono spontaneamente in alcuni mesi, anche se talvolta il decorso è recidivante o progressivo.



Macchie mongoliche
Che cos’è: nevi congeniti piani del tutto peculiari per il loro colorito grigio-bluastro. Hanno forma rotondeggiante, diametro di uno o più centimetri e limiti spesso sfumati. Prediligono la zona lombosacrale.



Mastocitosi
Che cos’è: rara patologia proliferativa dei mastociti che si manifesta con lesioni maculo-papulose e nodulari o, più raramente, con un’infiltrazione generalizzata della cute. La malattia può essere congenita; insorge abitualmente fra il 3° e il 9° mese di vita, ma può manifestarsi solo fra i 15 e i 40 anni di età. L’espressione clinica è variabile da caso a caso e diversa secondo l’età del soggetto. Nel 10-15% dei casi infantili la lesione cutanea è unica, di forma rotondeggiante od ovale, di consistenza duro-elastica, e di dimensioni variabile da 1 a 5 centimetri (mastocitoma). Più spesso però le lesioni sono multiple, di tipo maculoso, papuloso o nodulare, di dimensioni variabili da pochi millimetri a 1-2 centimetri, distribuite abitualmente sul tronco, sul collo e agli arti. E’ la cosiddetta orticaria pigmentosa. Caratteristico di entrambe le tipologie cliniche è il segno di Darier, ossia una reazione eritemato-pomfoide conseguente allo sfregamento della lesione, dovuta alla liberazione di istamina dai mastociti. La mastocitosi eritrodermica orticarioide presenta arrossamenti cutanei con edema e talora bolle, spesso associati a vomito, diarrea, difficoltà respiratorie, cefalea, ipotensione, tachicardia e febbre per liberazione di istamina. Nella mastocitosi pachieritrodermica l’infiltrazione è molto evidente: la cute è ispessita, le pliche cutanee sono accentuate, la superficie è spesso disseminata di piccole papule. La teleangectasia macularis eruptiva persistans si manifesta infine con numerose macule giallastre scure, localizzate al tronco e agli arti inferiori e solcate da fini teleangectasie. Predilige gli adulti.



Melanoma
Che cos’è: neoformazione cutanea conseguente alla proliferazione maligna dei melanociti. Insorge in circa il 40-50% dei casi su un nevo melanocitico congenito od acquisito preesistente mentre nei casi restanti si sviluppa su cute sana simulando in un primo tempo un "neo". Molto più raramente si sviluppa sulle mucose visibili (bocca, genitali) o in sedi extracutanee (occhio, leptomeningi, orecchio interno, apparato digerente, ecc.).
Considerato in passato un tumore raro, il melanoma è negli ultimi anni in continua espansione: oggi, in Italia, ha una incidenza di circa il 10-12 casi per 100.000 abitanti.
Il melanoma colpisce prevalentemente soggetti di razza bianca, con uguale distribuzione nei due sessi. Le sedi più colpite sono il dorso negli uomini e gli arti inferiori nelle donne, mentre arti superiori e volto sono colpiti con uguale frequenza.
Eccezionale prima della pubertà, il melanoma è più frequente in soggetti tra i 30 e i 60 anni, più raro negli anziani. Sono considerati soggetti a rischio più elevato di melanoma coloro che presentano:
- Storia familiare di melanoma cutaneo
- Pelle chiara, occhi chiari, capelli biondi o rossi
- Elevato numero di nei (superiore a 50)
- Storia di ustioni solari importanti in età infantile
- Abitudine di lunga data all’esposizione ai raggi UV artificiali (lampade abbronzanti)
Contrariamente a quanto si credeva in passato, i traumi su un nevo, anche ripetuti, non costituiscono un fattore di rischio degenerativo.

Varianti cliniche
Si distinguono tre principali varianti cliniche:

Melanoma piano, non palpabile e palpabile
È la variante più comune e può insorgere in qualsiasi sede cutanea o mucosa. Si presenta come una lesione di forma asimmetrica, di colore vario dal marrone chiaro al nero, con distribuzione del pigmento disomogenea, di grandezza superiore ai 6 mm e con una storia di lenta ma progressiva espansione (la cosiddetta "crescita orizzontale").
Aiuta a sospettare la diagnosi la formula mnemonica dell’ABCDE:
A come Asimmetria: tracciando una linea immaginaria che sezioni la lesione nel centro, le due metà non sono sovrapponibili.
B come Bordi: irregolari, indentati, a "carta geografica".
C come Colore: policromo, dal marrone chiaro al nero.
D come Dimensione: superiore a un comune nevo melanocitico (maggiore di 6 mm).
E come Evoluzione (la lesione sta cambiando), come Elevazione (comparsa di un nodulo all’interno della lesione pigmentata), come Età (superiore ai 14 anni).
La presenza di tutte o di parte di queste caratteristiche deve consigliare una visita di controllo in ambiente dermatologico specialistico.

Melanoma cupoliforme
Meno frequente (circa il 20% dei casi), cresce prevalentemente in spessore ("crescita verticale"). Si presenta come un nodulo scuro bruno-nero o bruno-blu, spesso eroso o ulcerato e sanguinante.
In questa variante la formula dell’ABCDE non è di alcuna utilità.
Esistono varianti senza pigmento, di colore rosso carnoso (melanoma amelanotico o acromico).

Melanoma piano-cupoliforme
È l’associazione delle due forme precedenti caratterizzata dalla comparsa all’interno di un melanoma piano di una componente nodulare.

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che, diagnosticato in fase precoce ed asportato chirurgicamente in modo adeguato, può portare a guarigione definitiva.
Trascurato o ignorato evolve e può diffondersi nell’organismo (metastasi).
La presenza di una lesione sospetta deve sempre essere sottoposta a controllo specialistico dermatologico. Se, dopo l’esame clinico ed epidiascopico della lesione sospetta, persistono ancora dubbi diagnostici, è opportuno procedere alla corretta asportazione chirurgica della lesione e all’esame istologico per la diagnosi definitiva e prendere i provvedimenti successivi del caso.




Melanonichia
Che cos’è: pigmentazione delle unghie di varia natura.


Melanosi del volto (melasma, cloasma)
Vedi Cloasma


Merkel (tumore di)
Che cos’è: tumore costituito da cellule di Merkel che predilige l’età avanzata.



Micosi fungoide
Che cos’è: è il linfoma cutaneo più comune, anche se è una patologia piuttosto rara. Non ha niente a che vedere con le infezioni da miceti, ma prende il proprio nome dall’aspetto fungoide delle lesioni. La malattia può insorgere su cute sana, ma è spesso preceduta da una parapsoriasi o da una papulosi linfomatoide. Varie sono le modalità di presentazione clinica. La micosi fungoide classica si manifesta con chiazze poco infiltrate, che hanno dimensioni variabili, limiti netti e colorito eritemato-giallastro, roseo o rosso. Le lesioni sono più o meno numerose e ciascuna di esse può spontaneamente scomparire del tutto o parzialmente per poi ripresentarsi nella stessa sede o in vicinanza. E’ questa la fase premicosica. In seguito, nel corso di mesi o anni, le chiazze s’infiltrano, si rilevano sul piano cutaneo, assumono colorito più scuro, divengono desquamanti o essudanti. E’ questa la fase micosica, caratterizzata anche da un intenso prurito. Tipici di questa fase sono il polimorfismo e il policromatismo delle lesioni. Queste hanno forma rotondeggiante, ovale, anulare, arciforme e colorito rosso scuro, rosso, violaceo. La micosi fungoide eritrodermica esordisce anch’essa con chiazze eritematose, ma rapidamente giunge ad interessare tutta la superficie cutanea. Il colorito della cute è rosso cupo.



Mixedema pretibiale e generalizzato
Che cos’è: condizione cutanea particolare, tipica di soggetti con alterata funzionalità tiroidea, soprattutto in senso ipotiroideo. In questi stati patologici il metabolismo tende a rallentare, causando un accumulo a livello dermico delle sostanze a ricambio più lento, tra cui i mucopolisaccaridi. La cute diviene spessa, pallida, fredda, secca, mal sollevabile in pieghe e di colore tendente al giallo; l'edema determinato dall’accumulo è di consistenza duro-elastica, con mancata formazione dell’impronta alla pressione digitale. Nell’ipotiroidismo il mixedema è generalizzato coinvolgendo in particolare le regioni palpebrali e pretibiali, il dorso delle mani, i piedi, la lingua. Il mixedema è talvolta accompagnato da alterazioni delle unghie, che si presentano secche e fragili.



Mohs (chirurgia di)
Che cos’è: chirurgia micrografica con esami istologici estemporanei multipli.


Mollusco contagioso
Che cos’è: virosi cutanea che si manifesta con uno o più elementi papulo-nodulari biancastri o rosati, che, a pieno sviluppo, mostrano una caratteristica ombelicatura centrale. L’infezione è’ causata da un virus appartenente alla famiglia dei Poxvirus. Si presenta inizialmente come una piccola papula emisferica di 2-3 mm di diametro, di colorito roseo o biancastro, a superficie liscia e tesa. Successivamente aumenta di dimensione fino a raggiungere il diametro di 1 cm, deprimendosi al centro per la comparsa di un’ombelicatura. L'andamento è cronico, le aree più colpite sono la cute del volto, quella genitale e quella perianale; possono essere interessate anche le mucose. Il contagio è interumano.



Moniletrix
Che cos’è: capelli con aspetto a monile ed ipercheratosi del cuoio capelluto.



Morfea (sclerodermia localizzata cutanea)
Vedi sclerodermia localizzata cutanea


Mucinosi
Che cos’è: chiazze eritematose alopeciche dovute ad accumulo di mucina.



Necrobiosi lipoidica
Che cos’è: lesione anulare con area centrale atrofica. Predilige gli arti inferiori. Si può associare a diabete.



Neurofibromatosi (Chiazze caffelatte)
Che cos’è: detta anche malattia di Recklinghausen, è una patologia ereditaria caratterizzata dallo sviluppo di tumori multipli a carico della cute, del sistema nervoso centrale e periferico e talora anche delle ossa. Le cosiddette macchie caffelatte rappresentano il sintomo più precoce e più frequente, in quanto presenti nel 90% dei casi dei soggetti colpiti. Si tratta di chiazze, abitualmente multiple, che hanno colorito scuro, superficie liscia, rotondeggianti od ovali e dimensione variabile da 2 a 5 centimetri. L’altro sintomo cutaneo è lo sviluppo di tumori fin dall’infanzia o dall’adolescenza: si tratta di neurofibromi dermici e di neuromi plessiformi ipodermici. I primi possono essere pochi o diverse centinaia e si presentano come neoformazioni rotondeggianti piatte, di dimensione variabile da pochi millimetri a più centimetri; i secondi sono più spesso unici e di grandi dimensioni e deformano l’area colpita. Neoformazioni possono anche manifestarsi lungo il decorso dei nervi periferici (neurinomi) o nel sistema nervoso centrale (astrocitomi e mengiomi). La loro degenerazione maligna è rara. La prognosi dipende dal grado di compromissione del sistema nervoso centrale.



Nevo
(o neo)
Che cos'è: iormazione cutanea circoscritta dovuta ad anomalie di sviluppo di normali costituenti del tessuto e dei suoi annessi. Tali lesioni possono essere di forma e dimensione variabile, piane o rilevate, pigmentate o no, congenite (presenti alla nascita) od acquisite.
Amartoma indica una lesione isolata o multipla, congenita, dovuta ad alterato sviluppo di tessuti normalmente presenti nell’ambito di un organo con crescita non autonoma ma parallela a quella del soggetto portatore.
Malformazione indica una lesione isolata o multipla dovuta ad alterato sviluppo genetico, costituita da elementi cellulari disposti in modo aberrante in sedi corporee dove normalmente quelle cellule non esistono.
Neoplasia è una proliferazione cellulare, nel contesto di un tessuto normale, eccessiva ed autonoma rispetto alla crescita del soggetto portatore. Può essere benigna (tumore benigno) o maligna (tumore maligno).


Nevo melanocitico
Che cos'è: una neoformazione conseguente alla proliferazione dei melanociti cutanei.
I nevi melanocitici congeniti, presenti alla nascita, sono di grandezza molto varia. Si distinguono in piccoli (diametro inferiore a 1,5 cm), medi (da 1,5 a 20 cm) e giganti (sopra i 20 cm). Essi si sviluppano in modo armonico e proporzionale alla crescita del soggetto, mantenendo le stesse proporzioni iniziali. Sono un tipico esempio di amartoma. Rappresentano circa il 2% di tutti i nevi melanocitici.
I nevi melanocitici acquisiti sono molto frequenti; essi sono presenti, in numero variabile da pochi elementi a centinaia, sulla cute di tutti i soggetti e sono un esempio di neoplasia benigna dei melanociti. Si sviluppano prevalentemente nei primi anni di vita con un picco in età puberale; elementi isolati possono insorgere fino a circa 35-40 anni. Nell’età avanzata gli elementi piccoli possono riassorbirsi e scomparire (regressione spontanea).
Il numero dei nevi melanocitici è sicuramente condizionato dalla fotoesposizione: per tale motivo sono localizzati prevalentemente in sedi fotoesposte (viso, petto, dorso, superficie esterna degli arti) mentre sono rari nelle zone poco esposte alla luce (glutei, lato interno degli arti, addome).
La loro forma ed il loro colore sono molto vari: si distinguono infatti 9 varianti morfologiche di nevo e 5 "fenomeni" che possono insorgere su di essi modificandone l’aspetto.
La loro classificazione comporta esperienza e deve essere eseguita dallo specialista dermatologo al fine di accertare in primo luogo la loro benignità e, successivamente, la presenza di eventuali lesioni "a rischio" di evolvere in senso maligno (melanoma): una visita specialistica a tal fine è consigliata a tutti dopo i 14 anni di vita; prima solo in caso della presenza di nevi congeniti.
Le prestazioni IDE
Visita specialistica dermatologica
Epidiascopia
Digitalizzazione dei nevi considerati "a rischio"
Determinazione del fototipo
Eventuale asportazione chirurgica dei nevi benigni per fini estetici
Biopsia escissionale ed esame istologico dei nevi "sospetti"

Quando eseguire il controllo dei nevi melanocitici?
Il controllo dei nevi melanocitici (tumori benigni del melanocita) è molto importante perché su di loro si può sviluppare il melanoma (tumore maligno del melanocita). Talvolta invece il melanoma insorge su cute sana, partendo dai melanociti presenti nell’epidermide, e simula per un certo tempo un nevo benigno.
Dati clinici a livello internazionale dimostrano che quanto più precoce è la diagnosi, migliore è la prognosi: guarigione in percentuale vicina al 100% per i melanomi "sottili" a spessore inferiore a 0.75 mm.
Poiché il melanoma è posto sulla cute e si vede è facile comprendere che un controllo periodico da parte di un dermatologo esperto può permettere una valida prevenzione secondaria (diagnosi precoce) e quindi salvare la vita.
Tutti quindi, dopo i 14 anni, dovrebbero sottoporsi ad una visita specialistica di base: sarà il dermatologo poi a stabilire, secondo il tipo ed il numero dei nei ed i fattori di rischio, la frequenza con la quale i controlli andranno eseguiti.
I bambini ed i ragazzi di età inferiore ai 14 anni hanno un rischio di sviluppare melanoma estremamente basso: devono essere controllati solo in presenza dei nevi congeniti (presenti dalla nascita) specie se di grandi dimensioni.
Il controllo annuale è consigliato ai soggetti di età superiore ai 14 anni se presentano:
• Elevato numero di nei (superiore a 50)
• Pelle chiara, occhi chiari, capelli biondi o rossi
• Genitori, fratelli o parenti stretti che hanno già sofferto di melanoma
• Storia di ustioni solari importanti in età infantile
• Abitudine di lunga data all’esposizione ai raggi UV artificiali (lampade abbronzanti)

La visita di controllo comporta l’esame clinico di tutta la cute e le mucose visibili: il paziente sarà quindi invitato a spogliarsi (mantenendo gli indumenti intimi che saranno tolti solo per il breve tempo necessario al controllo).
Eventuali lesioni pigmentarie sospette saranno controllate con il videodermatoscopio digitale DBDermo Mips, lo strumento più avanzato oggi in commercio. Tale sistema permette di memorizzare molti parametri morfologici utili, in seguito, per evidenziare eventuali modificazioni della lesione. È possibile quindi "mappare" non tutti i nei benigni (operazione inutile e costosa) ma solo le lesioni che il clinico esperto ritiene essere atipiche e quindi meritevoli di attenzione.
La videodermatoscopia digitale si pone quindi come un utile strumento che aiuta il clinico esperto nella diagnosi ma, ovviamente, non lo sostituisce.
Accertata la presenza di una lesione sospetta si procederà, con intervento ambulatoriale, alla sua asportazione e verifica istologica.
Sulla base del referto istologico si procederà poi alla gestione del problema clinico emerso.



Onicodistrofia
Che cos’è: alterazione di struttura della lamina ungueale.



Onicolisi
Che cos’è: interessa una o più unghie e consiste in uno scollamento del bordo libero o di quelli laterali dell’unghia. Si manifesta in seguito a traumi contusivi, nel corso di dermatosi distrofiche ecc.



Onicomicosi
Che cos’è: patologia delle unghie causata da funghi. Ha diversi aspetti clinici che si manifestano con variazioni dello spessore, del colore e della forma dell’unghia. In tutte le forme si osserva comunque un’aumentata fragilità ungueale.



Orticaria
Che cos’è: dermatite pruriginosa da andamento acuto o cronico e caratterizzata dalla comparsa, diffusa o circoscritta, di un numero vario di pomfi, di colorito bianco porcellanaceo, rosa o rosso, che hanno dimensioni da pochi millimetri a decine di centimetri e forma abitualmente rotondeggiante. Può essere causata da fattori allergici (medicinali, alimenti, parassiti intestinali ecc.), da stimoli fisici (caldo, freddo, sole, fatica ecc.), da fattori tossici endogeni ed esogeni.



Paget (malattia di)
Che cos’è: è un tumore maligno che si manifesta con una chiazza infiltrata, lentamente estensiva, di solito localizzata a livello dell’areola mammaria.



Pannicolite
Che cos’è: infiammazione del pannicolo adiposo sottocutaneo.



Parapsoriasi
Che cos’è: patologia cutanea del tutto simile alla psoriasi, che si manifesta sostanzialmente in due forme, una decisamente benigna, l’altra con possibile evoluzione in micosi fungoide.



Patch test
Che cos’è: serie di test epicutanei per rilevare allergeni che inducono le dermatiti da contatto.

Pediculosi
Che cos’è: affezione cutanea causata da pidocchi, insetti di forma allungata con tre paia di zampe terminanti ad uncino, che infestano il corpo determinando prurito intenso e infezioni derivanti dalle escoriazioni conseguenti al grattamento. Si distinguono: la pediculosi del capo, più frequente in età scolare e nei soggetti che vivono in comunità, localizzata ai capelli della nuca e delle tempie, dove i pidocchi depongono le uova (lendini); la pediculosi del corpo che si manifesta più frequentemente in soggetti adulti e anziani; la pediculosi del pube è causata dallo Phtirus pubis, volgarmente conosciuto “piattola”. In questo ultimo caso, il contagio può verificarsi per rapporti sessuali o per contagio indiretto nei servizi igienici pubblici.



Peeling chimici
Che cos’è: procedimento terapeutico per ottenere, attraverso l'applicazione di preparati chimici che inducono una rigenerazione della pelle, l’eliminazione di piccole cicatrici dovute ad acne e varicella, di verruche, di discheratosi, di ipercheratosi, di corni cutanei. Il preparato più usato è la resorcina che svolge un effetto esfoliante.



Peli anulati e peli torti
Che cos’è: malformazioni particolari del fusto del pelo.



Pelo incarnato
Che cos’è: ritenzione del fusto del pelo nel contesto del follicolo pilifero.



Pemfigo
Che cos’è: dermatite bollosa, a decorso subacuto o cronicamente progressivo, che si manifesta con bolle sparse irregolarmente, a volte confluenti, di forma e dimensione variabile, prive di infiltrato e di alone infiammatorio, a contenuto liquido, limpido, di colore giallo cedro.
Le aree colpite sono il cavo orofaringeo, il torace, le palpebre e le mucose dei genitali. Il quadro clinico può degenerare in un progressivo decadimento delle condizioni generali, che può aggravarsi nel tempo con un quadro tossinfettivo, febbre, diarrea. Esistono quattro diverse forme cliniche: il pemfigo volgare, è la forma più frequente e più grave ed esordisce con lesioni erosive del cavo orale e con bolle fredde sulla cute. La sintomatologia soggettiva è all’inizio scarsa, ma in presenza di lesioni estese il dolore e il bruciore sono intensi, si verifica difficoltà di alimentazione e una notevole perdita di liquidi, di proteine e di sali con progressivo decadimento delle condizioni generali. Il pemfigo vegetante è caratterizzato da lesioni cutanee quasi esclusivamente localizzate alle grandi pieghe e alle regioni ombelicale e anogenitale. Il pemfigo seborroico, o eritematoso, interessa, almeno all’esordio, solo le zone seborroiche, ossia il volto, dove può assumere disposizione a farfalla come il lupus eritematoso, le spalle, il dorso e la superficie anteriore del torace. Il pemfigo seborroico si manifesta con chiazze eritematose, seborroiche, ricoperte da squame umide e untuose, con piccole bolle fragili e con erosioni molto superficiali. Il pemfigo foliaceo, raro, si differenzia dalle altre forme per lo scarso contenuto delle bolle, che appaiono flaccide e si essiccano formando squamo-croste diffuse su vaste superfici cutanee.



Pemfigoide
Che cos’è: malattia a decorso cronico che colpisce cute e mucose di pazienti in età avanzata con bolle circondate da un alone infiammatorio. Può dare prurito intenso.



Pilomatricoma
Che cos’è: tumore di origine pilare.



Piodermite
Che cos’è: chiamata anche impetigine, è un’affezione causata da germi piogeni (streptococchi e stafilococchi). Le forme cliniche delle piodermiti si differenziano sostanzialmente in base al tipo di batteri che le sostengono; si distinguono quindi forme da streptococco, forme da stafilococco e forme miste. La piodermite si presenta con bolle, pustole e croste, circondate da un alone, che dal rosso vivo periferico passa ad un rosso viola centrale. Questa infezione cutanea è contagiosa e colpisce prevalentemente l'età infantile. Può coinvolgere anche i vasi e i nodi linfatici regionali determinando linfangiti e adeniti a carattere acuto.



Pioderma gangrenoso
Che cos’è: lesioni nodulo-ulcerative recidivanti più frequentemente localizzate agli arti inferiori. Si associa spesso a colite ulcerosa, artrite reumatoide ed ad altre malattie sistemiche.



Pitiriasi lichenoide
Che cos’è: detta anche parapsoriasi guttata, è una dermatite cronica non pruriginosa che si manifesta con papule desquamanti. L’affezione risolve spontaneamente in un periodo variabile da poche settimane a più anni.



Pitiriasi rosea
Che cos’è: è un’affezione ad andamento abitualmente subacuto che si manifesta con una lesione primaria di tipo eritemato-desquamativo e con molteplici lesioni secondarie. La lesione primaria ha forma rotondeggiante od ovale, dimensioni variabile da 2 a 15 cm e mostra all’esordio un colorito uniformemente rosso e una superficie crespata. Rapidamente si trasforma in una lesione anulata costituita da una porzione centrale non desquamante di colorito rosa salmone e da una zona periferica edematosa ed eritematosa (chiazza madre). Le lesioni secondarie compaiono abitualmente dopo 1-3 settimane e consistono in chiazzette anulari simili alla lesione primaria, ma di dimensioni inferiori. Abitualmente la lesione primaria è localizzata al tronco, mentre le lesioni secondarie compaiono dapprima al torace, al dorso e all’addome. Il prurito nella grande maggioranza dei casi è assente, ma può essere presente e talora marcato. Il decorso abituale della pitiriasi rosea è verso la guarigione spontanea nell’arco di 30-40 giorni. Non rare le recidive.



Pitiriasi rubra pilare
Che cos’è: è un’affezione che si manifesta con papule e con chiazze desquamanti di colorito rosa salmone. Esordisce con un’accentuata desquamazione cutanea al capillizio e con eritema e desquamazione del volto. In seguito la cute del palmo delle mani e della pianta dei piedi si arrossa, e al tronco e agli arti compaiono molteplici papule. Le papule possono rimanere isolate o confluire in chiazze che hanno limiti netti e colorito rosa salmone. Col tempo le chiazze possono giungere a ricoprire intere regioni del corpo. La patologia nelle forme giovanili ereditarie ha un’insorgenza graduale ma persiste per tutta la vita. Nelle forme non ereditarie, l’insorgenza è spesso brusca, con comparsa delle lesioni in pochi giorni. L’affezione in questi casi può risolvere in alcuni mesi o in alcuni anni.



Pitiriasi versicolor
Che cos’è: è una micosi superficiale recidivante che si manifesta con chiazze color caffellatte o ipocromiche abitualmente localizzate al tronco. E’ causata dalla Malassezia ed è favorita da fattori climatici, come l’aumento della temperatura e dell’umidità. Le chiazze hanno limiti netti, forma rotonda od ovale, e si moltiplicano e si fondono in aree più o meno ampie. Col tempo nelle zone interessate la pigmentazione melaninica della cute si riduce ed il colore differente della pelle (più chiaro) risulta particolarmente evidente in soggetti abbronzati e nelle razze di colore. Le aree più comunemente colpite sono il collo, il dorso, le spalle, viso, arti superiori e addome. L’affezione se non trattata ha andamento cronico e progressivamente estensivo.



Poliarterite nodosa
Che cos’è: detta anche panarterite nodosa, è una vasculite che può interessare solo la cute, manifestandosi con nodosità e livedo reticolare (vedi livedo reticolare). Le cause sono molteplici: alcuni casi sembrano essere dovuti ad infezioni focali da Streptococco, ad enteriti o ad epatite cronica di tipo B. I sintomi cutanei della poliarterite nodosa consistono in nodosità di forma rotondeggiane, del diametro di 0,5-2 cm, dolenti alla palpazione, che compaiono lungo il decorso delle arterie. Sono abitualmente colpite le arterie superficiali degli arti inferiori. La varietà solo cutanea dell’affezione ha decorso cronico caratterizzato dalla continua comparsa di nodosità che persistono da pochi giorni a qualche mese.


Porfiria cutanea
Che cos’è: manifestazione bollosa in sedi fotoesposte geneticamente determinate.



Porocheratosi
Che cos’è: malattia della cheratinizzazione caratterizzata dalla comparsa di chiazze rotondeggianti a limiti netti e rilevati.


Poroma eccrino
Che cos’è: è una formazione benigna che si manifesta con una lesione nodulare e rotondeggiante più spesso localizzata in sede plantare. Il trattamento è chirurgico.



Porpora
Che cos’è: sindrome caratterizzata da emorragie spontanee a livello della cute e delle mucose. Tali emorragie si manifestano con chiazze di colore rosso cupo, di estensione variabile che non scompaiono alla pressione.



Prurigo
Che cos’è: dermatosi pruriginosa caratterizzata da manifestazioni papulose o nodulari.



Psoriasi
Che cos’è: è un’affezione cronica ad andamento recidivante non contagiosa che abitualmente si manifesta con chiazze rosso-biancastre eritemato-squamose di varia grandezza e forma. La sintomatologia può essere presente già alla nascita o manifestarsi solo in età avanzata, ma nella maggior parte dei casi compare nel terzo decennio di vita. Si localizza prevalentemente nelle regioni estensorie degli arti (gomiti e ginocchi), in quella lombosacrale, nelle pieghe cutanee, nelle unghie, al volto, al capo; può anche generalizzarsi a tutta la superficie cutanea (psorìasi universale) con l’aspetto di un’eritrodermia esfoliativa o di una dermatite pustolosa (psorìasi pustolosa). Il decorso è cronico, con recidive intervallate da remissioni di varia durata; tende ad attenuarsi nell’età avanzata.



PUVA terapia
Che cos’è: fotochemioterapia con 8-Metilossipsoralene (MOP) + UVA per psoriasi e linfomi.


Ragadi
Che cos’è: ulcerazione lineare della cute, con perdita della normale elasticità e distensibilità della cute, con interessamento dell’epidermide o del derma superficiale. Nel primo caso non è dolorosa e si risolve senza cicatrice, nel secondo è dolorosa e ripara con cicatrice. Le ràgadi prediligono le regioni situate attorno agli orifizi naturali, le pieghe cutanee, i solchi esposti a sollecitazioni molteplici (labbra, solchi nasogenieno e retroauricolare, capezzolo e areola mammaria, orifizio anale, regioni palmo-plantari).



Rosacea
Che cos’è: dermatosi caratterizzata dalla presenza di telangectasie agli zigomi e al dorso del naso associate a manifestazioni simil acneiche di tipo papulo pustoloso.



Sarcoidosi
Che cos’è: malattia sistemica che si manifesta sulla cute con lesioni papulose, nodulari o in placche.



Scabbia
Che cos’è: malattia dovuta ad una infestazione da acari estremamente contagiosa caratterizzata da intenso prurito tipicamente notturno.



Sclerodermia
Che cos’è: è una malattia infiammatoria cronica del tessuto connettivo che si manifesta con una sclerosi circoscritta o diffusa della cute e che talvolta può interessare anche gli organi interni. Quando è solo circoscritta alla cute è detta anche morfea e si manifesta con chiazze rotondeggianti od ovalari di dimensioni variabili da 1 a 30 cm e colorito all’inizio uniformemente rosa, poi centralmente bianco porcellanaceo e perifericamente eritemato-violaceo. Le chiazze sono abitualmente poche e localizzate senza simmetria al tronco e alla radice degli arti. La sclerodermia localizzata (che solo raramente si trasforma in generalizzata), a seconda di forma e dimensioni delle chiazze che compaiono, prende i nomi di sclerodermia guttata o sclerodermia a placche o sclerodermia a bande. La sclerodermia sistemica compromette cute e organi interni (apparato digerente, polmoni, cuore e reni) e nella stragrande maggioranza dei casi le lesioni profonde sono successive a quelle cutanee. Inizia abitualmente con disturbi vasomotori che ricordano la sindrome di Raynaud. Le prime manifestazioni sclerodermiche si verificano alle falangi per poi estendersi alle mani, agli avambracci, al volto, alla parte alta del tronco e infine agli arti inferiori. La cute diviene progressivamente dura, poco elastica, arida e di color avorio.



Sclerosi tuberosa
Che cos’è: è una malattia geneticamente determinata caratterizzata sulla cute da chiazze acromiche, angiofibromi del viso ed ungueali, chiazze di pelle a buccia d'arancia. L'impegno cerebrale può condurre a rare crisi epilettiche e ritardo mentale.



Sebocistomatosi
Che cos’è: dermatosi familiare caratterizzata dalla presenza di numerosissime cisti cutanee variamente localizzate.



Seborrea
Che cos’è: disfunzione delle ghiandole sebacee, che secernono quantità eccessive di sebo. Quest’ultimo si aggrega formando squame untuose.



Sifilide
Che cos’è: malattia infettiva causata dal Treponema pallidum. Il contagio abitualmente è diretto, tramite rapporti sessuali (si parla di sifilide venerea), eccezionalmente avviene per contatti interpersonali non sessuali o tramite oggetti di uso comune. La sifilide si trasmette anche per via transplacentare da madre a feto (sifìlide congenita). Il decorso è cronico e caratterizzato da lesioni e sintomi a carico della cute, del sangue, di organi interni. Dopo un periodo di incubazione che varia da 7 a 40 giorni, la malattia si manifesta con i segni del cosiddetto periodo primario, il sifiloma e l’adenopatia satellite. Il primo compare nella sede di penetrazione del germe ed è un nodulo rotondeggiante di dimensioni inferiori al cm, a limiti netti, duro al tatto e di colorito rosso scuro. L’adenopatia satellite interessa i linfonodi dell’area colpita che appaiono duri, mobili ed indolenti. Il periodo primario, che si esaurisce nell’arco di due mesi, lascia il posto al cosiddetto periodo secondario, che si prolunga per due-tre anni e corrisponde alla diffusione di Treponema nel sangue e in tutti gli organi. La cute in tale periodo può presentare eritemi o tipiche papule. Superato il periodo secondario, il soggetto ritorna asintomatico e tale rimane nel 60-70% dei casi per tutta la vita. Nei casi restanti compaiono invece le lesioni del cosiddetto periodo terziario che interessano la cute, le mucose e gli organi interni. Oltre alle lesioni a carico della cute possono essere colpiti l’apparato scheletrico (osteiti e osteomieliti gommose, artrite ecc.), l’occhio (irite, atrofia del nervo ottico), l’orecchio, l’apparato digerente, la lingua; con maggiore frequenza sono colpiti però l’apparato cardiovascolare e il sistema nervoso. Molteplici le possibili compromissioni del sistema nervoso: nevriti, polinevriti, encefaliti, mieliti, meningiti, tabe dorsale e paralisi progressiva.
La prognosi è tanto più favorevole quanto più è tempestiva la diagnosi e quanto più è precoce e regolare il trattamento.



Siringoma
Che cos’è: è un tumore benigno che si manifesta con elementi eruttivi papulosi più frequentemente localizzati alle palpebre. Col tempo possono interessare altre aree del corpo, quali le spalle, il torace e l’addome. Le lesioni lentamente si diffondono dalla sede iniziale e si estendono ad altre sedi cutanee..



Sudamina
Che cos’è: malattia dermatologica dovuta all’eccessiva copertura del lattante e caratterizzata dalla presenza di piccole vescicole e pustole sull’ambito cutaneo.



Sutton (nevo di)
Che cos’è: neo nevocellulare con alone di vitiligine perinevica.



Teleangectasie
Che cos’è: dilatazione patologica dei capillari, che sulla cute e sulle mucose assumono l’aspetto di fini arborescenze sinuose di colore rosso vivo o rosso-bluastro.


Tigna
(o tinea)
Che cos’è: micosi cutanea superficiale causata da dermatofiti (funghi appartenenti ai generi Trichophyton, Microsporum, Epidermophyton), che si manifesta, a seconda della localizzazione del fungo, con aree parzialmente alopeciche, con chiazze eritemato-desquamative a limiti netti o con alterazioni delle unghie. Si distinguono: tigna del pelo (tinea capitis, tinea barbae); tigna delle parti glabre (tinea corporis, tinea cruris, tinea pedis o piede d’atleta); tigna delle unghie, od onicomicosi.
Le tigne del pelo
Le tigne del cuoio capelluto (tinea capitis) possono essere divise in favose, microsporiche e tricofitiche, in relazione al tipo di micete responsabile. La tigna microsporica, dovuta a Microsporum canis o Microsporum audouini, si osserva in bambini e raramente nelle donne in età postpuberale e si manifesta con grandi chiazze rotondeggianti, a limiti netti, semialopeciche e finemente desquamanti; i capelli appaiono spezzati e fragili. Si trasmette per contagio diretto o indiretto perlopiù da animali infetti (gatti, cani ecc.). La malattia, anche non curata, risolve spontaneamente e senza esiti cicatriziali con la pubertà.
La tigna tricofitica viene anch’essa trasmessa per contagio diretto o da animali domestici, e si osserva soprattutto tra i bambini e molto più raramente in soggetti adulti. Si manifesta con chiazze alopeciche piccole, rotondeggianti e abitualmente multiple, in corrispondenza delle quali i peli appaiono troncati. La tigna favosa, sostenuta da Trichophyton schoenleini, rara in Italia, si manifesta con ammassi miceliari fungini (scutuli) alla base dei capelli, che si presentano radi, opachi, pulverulenti. Lo scutulo ha forma discoidale, color giallo zolfo. La malattia guarisce lasciando esiti cicatriziali e aree prive di capelli.
Le tigne delle parti glabre
La tinea corporis alle parti glabre del corpo è causata da numerose specie di dermatofiti, in genere di origine animale. Le lesioni sono solitamente multiple, asimmetriche e si presentano come chiazze rotondeggianti a estensione centrifuga che hanno un bordo eritemato-desquamativo. In corrispondenza delle pieghe inguinali (tinea cruris o eczema marginato di Hebra) si manifesta con una lesione eritemato-squamosa è di solito bilaterale, simmetrica, che dal fondo della piega si estende verso la coscia e verso l’addome. La tinea pedis (o piede d’atleta) è una micosi del piede molto comune, più frequente nell’età adulta e durante la stagione estiva, a causa della maggiore sudorazione e macerazione, che favoriscono l’attecchimento dei miceti. Il contagio in genere avviene in ambienti quali palestre, piscine, docce, per via diretta o mediata. Si manifesta inizialmente con desquamazione e macerazione sulla superficie laterale delle dita e sul fondo degli spazi interdigitali dei piedi; generalmente sono colpiti il terzo e il quarto spazio. Successivamente possono comparire lesioni eritemato-vescicolose e ragadiformi, e il quadro può estendersi al dorso e alla pianta del piede.
La tigna delle unghie o onicomicosi si manifesta con un ispessimento e uno sfaldamento della lamina che inizia dal bordo libero e si estende a cuneo verso la radice per cui l’unghia può ridursi col tempo ad un breve moncone. La diagnosi delle tigne implica la ricerca microscopica del parassita nei peli e nelle squame (esame micologico).



Tricogramma
Esame eseguito dermatologo esperto in tricologia per lo studio delle patologie degli annessi piliferi.


Tubercolosi cutanea
Vedi Lupus volgare


Tungiasi
Che cos’è: infestazione da Tunga penetrans. Si osserva dopo soggiorni in luoghi esotici.



Ulcera
Che cos’è: è una perdita di sostanza che interessa l’epidermide, il derma e talora anche l’ipoderma e i tessuti profondi e che non mostra tendenza alla risoluzione spontanea. Le ulcere hanno forma e dimensioni variabili e sono dette perforanti quando si approfondano nel tessuto, fagedeniche quando si estendono in superficie, e terebranti quando mostrano entrambe queste caratteristiche.



Uretrite
Che cos’è: infiammazione dell’uretra, a decorso acuto o cronico, causata da diversi batteri patogeni, quali gonococchi, colibacilli, stafilococchi, micoplasmi, clamidie che si localizzano nell’uretra provenendo dall’esterno, per via ascendente, o dalla vescica in seguito a cistiti acute o croniche. L’uretrite blenorragica, o gonococcica è tra le forme cliniche più gravi: è causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae e si manifesta con prurito, dolore, bruciore all’emissione dell’urina, nella quale si trovano sangue e pus; dopo 3-4 settimane l’infezione si propaga all’uretra posteriore e alla vescica, provocando un’uretrocistite e cronicizzandosi. Possibile complicazione nell’uomo è l’infezione della prostata, dell’epididimo e del testicolo. Nella donna l’infezione è primitivamente alla cervice uterina e in seguito può complicarsi con una vaginite e vulvite per via discendente e una endometrite e una annessite per via ascendente.



Varice
Che cos’è: dilatazione permanente delle vene accompagnata da alterazioni delle pareti vascolari. Nella maggior parte dei casi è un disturbo acquisito, mentre sono rari i casi di varici congenite. Le varici acquisite si distinguono in varici essenziali, o primitive, e varici sintomatiche, o secondarie. Quelle essenziali sono di natura costituzionale per difettosa struttura della parete vascolare e si manifestano a carico degli arti inferiori, del plesso emorroidario o dei testicoli (varicocele). Le varici sintomatiche sono secondarie a condizioni di sovraccarico di pressione, come nel caso delle varici dell’esofago e delle emorroidi in corso di ipertensione portale e nelle varici postflebitiche degli arti inferiori.



Vasculite
Che cos’è: processo infiammatorio che coinvolge i vasi sanguigni. Si distinguono diverse forme cliniche: alcune coinvolgono quasi esclusivamente i vasi, mentre altre sono associate a malattie sistemiche. Non sono ancora del tutto chiare le cause che le determinano, anche se attualmente si ritiene che la quasi totalità delle forme sia dovuta a un meccanismo di tipo autoimmune. Se non trattate, le vasculiti possono essere anche molto gravi. Si manifestano con sintomi diversi in relazione ai vasi interessati. Molto frequente è il coinvolgimento della cute, del rene e delle articolazioni.



Verruche volgari
Che cosa sono: infezioni croniche della cute di natura virale che si manifestano con noduli, papule o vegetazioni epidermiche a superficie cheratosica. Sono di comune osservazione nei bambini, nei ragazzi e nei giovani adulti, mentre sono rare nei primissimi anni di vita e nelle persone anziane. I diversi tipi clinici hanno una diversa incidenza: le verruche volgari rappresentano il 70% circa del totale dei casi, le verruche plantari il 25% e quelle piane o digitate il 2-5%. Le verruche volgari si presentano come rilevatezze emisferiche di colorito grigiastro, a superficie secca e cheratosica, di dimensioni variabili da una capocchia di fiammifero ad un pisello, spontaneamente indolenti ma dolorose alla pressione. Si localizzano prevalentemente al dorso delle mani, ai gomiti, alle ginocchia e al dorso dei piedi. Se non trattate le verruche persistono per anni e talora per tutta la vita. Peraltro è possibile osservare nei due terzi dei casi una regressione spontanea.



Verruche seborroiche
Che cosa sono: lesioni vegetanti di colorito bruno o nerastro che colpiscono persone anziane soprattutto al torace ed al volto.



Vitiligine
Che cos’è: patologia caratterizzata dall’insorgenza sulla cute e sulle mucose, di chiazze completamente depigmentate, di zone cioè in cui manca del tutto la colorazione dovuta alla melanina. Le chiazze sono generalmente diffuse in tutto il corpo, con predilezione per le regioni scoperte, come le mani, i gomiti, il viso. La chiazza si presenta di colorito bianco a margini netti più scuri della cute normale. La cute delle chiazze non presenta nessuna anomalia tranne quella pigmentaria. Le cause della vitilìgine sono sconosciute, né sono noti fattori scatenanti o favorenti; La dermatosi è spesso familiare.



Vulvovaginite
Che cos’è: infiammazione della vulva e della vagina, a decorso acuto o cronico.
Si distinguono diverse forme cliniche, tra cui la vulvovaginite desquamativa-purulenta sostenuta da cocchi, Bacterium coli, Trichomonas vaginalis, Monilia, o provocata dal gonococco, la vulvovaginite ulcerosa da bacillo di Ducrey, la vulvovaginite pseudomembranosa, riscontrabile in concomitanza di patologie infettive generali (difterite, tifo ecc.), e la vulvovaginite necrotizzante da causticazione (lavanda con una soluzione troppo concentrata di bicloruro di mercurio.



Xantoma
Che cos’è: lesione vegetante di colorito giallastro costituita da cellule ripiene di lipidi.
 

Xeroderma pigmentoso
Che cos’è: dermatosi precancerosa ereditaria. Insorge nel primo o nel secondo anno di vita nelle regioni esposte alla luce (viso, braccia). La cute si presenta sottile, liscia, arida e si evidenziano chiazze pigmentarie piane o poco rilevate. In seguito compaiono aree atrofiche con fini teleangectasie. Le lesioni possono assumere un aspetto papillomatoso o verrucoso, e degenerare in tumori (spinaliomi e basaliomi). Si accompagna a lesioni agli occhi (blefarite, congiuntivite), alterazioni dello stato psichico e fisico. Il decorso è cronico e solitamente tali pazienti non superano i 30 anni.